« Follow the Money» (Insegui il denaro)
è uno dei princìpi investigativi chiavi di ogni indagine moderna. Non a
caso la Gola Profonda dello scandalo Watergate dà questo suggerimento ai
giornalisti del «Washington Post» Bob Woodward e Carl Bernstein durante un
incontro segreto in un parcheggio della capitale americana. Seguendo i
soldi arriveranno fino all’ufficio del Presidente degli Stati Uniti. Da
allora, le polizie di tutto il mondo hanno adottato questo precetto. Se
non è possibile risalire alla fonte del denaro, la maggior parte dei reati
commessi dalla criminalità organizzata non possono essere svelati. Ma ora
esiste una valuta virtuale che rende impossibile rintracciare l’identità
di chi effettua pagamenti illegali. E le polizie di diversi Paesi temono
che la preda stia scappando di mano.
Un gruppo della polizia
inglese che indaga i reati telematici ha spiegato ai giornalisti di
«Channel 4» perché questo sviluppo è particolarmente significativo.
Innanzi tutto c’è un Internet pubblico, dominato da Google, Facebook, e
Gmail, dove possiamo trovare quasi tutto quello che ci serve, dai
giornali, agli orari ferroviari, alle ricette della nonna. Siamo in grado
di accedere a questo tesoro di risorse e di informazioni perché i siti
sono indicizzati dai motori di ricerca standard, come Google (che
controlla più dell’ottanta per cento di questo traffico), Yahoo e Bing. Ed
esiste un Internet segreto, cui non si accede attraverso i motori di
ricerca convenzionali. Per entrare in questo mondo parallelo bisogna
scaricare un programma speciale. Una volta installato questo programma, si
può accedere, senza lasciare tracce telematiche, al web «profondo» o
«nascosto». Che è molto più grande del web palese. Secondo uno studio del
2001 di Michael Bergman, dell’università di Santa Barbara, in California,
i dati presenti nel web nascosto erano nel 2001 dalle 400 alle 550 volte
di più di quelli presenti sul web pubblico. Alcuni di questi siti sono
innocui, e contengono pagine tecniche o interamente private. Altri sono
invece dei grandi bazar dove è possibile compare e vendere di tutto, dai
passaporti falsi agli strumenti per clonare carte di credito, droga e
materiale pornografico.
Uno di questi bazar virtuali è Silk
Road. A prima vista, sembra un sito simile a eBay. Ma il
sottotitolo recita: anonymous market place. In una schermata descritta in
un articolo di Adrian Chen pubblicato sulla rivista Wired, sono elencati
dieci tipi diversi di droghe, tra cui marijuana, ecstasy, hashish, droghe
psichedeliche e oppiacei. Un altra directory offre «prodotti digitali», e
una terza non meglio precisati «servizi». Ma non si può comprare proprio
di tutto. Una nota avverte: «Annunci per la vendita di strumenti per
commettere omicidi e armi di distruzione di massa non sono permessi su
questo sito»!
Fino a non molto tempo fa, le polizie postali
potevano però contare sul principio «Follow the Money». In molti casi
erano proprio i tentativi di pagare che permettevano agli investigatori di
rintracciare acquirenti e venditori di merci illegali. In presenza di
fondati sospetti, Visa e Paypal aprivano i loro archivi e rivelavano
l’intera storia di una transazione sospetta. Ora esiste un modo per
sfuggire a questi controlli. Dal 2009, si può usare una valuta virtuale
che ha preso piede negli ultimi due anni, i Bitcoins. Slegati da una banca
centrale o un governo, i Bitcoins sono generati automaticamente da una
serie di computer in rete tra loro. Un sistema di crittografia assicura
che il legittimo proprietario sia l’unico ad usare una unità per una sola
volta. Ogni anno, la massa valutaria aumenta secondo un algoritmo
prestabilito, facendo in modo di evitare spirali
inflazionistiche.
Ammettiamo dunque che volessi comprare delle
pillole di ecstasy. Come procedo? Innanzi tutto cerco sull’Internet
pubblico un cambia-valuta di Bitcoins, come ad esempio il sito Intersango
(https://intersango.com/). Qui posso pagare con la mia
normale carta di credito e comprare Bitcoins (un bitcoin costa circa 3
euro e settantaquattro centesimi). Una volta scaricata la valuta virtuale
sul mio computer, entro nel web segreto e appare sul mio computer la
schermata di Silk Road. Giunto nel bazar virtuale, seleziono le pillole di
ecstasy e pago in Bitcoins. Dopo aver ricevuto la merce (di solito per
posta), posso anche lasciare sul sito un commento sulla transazione così
da far crescere la reputazione del venditore, come avviene su eBay e
Amazon. A sua volta, chi viene pagato può facilmente riconvertire i
Bitcoins in euro, dollari o sterline. La chiave di questo sistema è la
possibilità del tutto legale di cambiare i Bitcoins in denaro. Questa
valuta è usata anche per molte transazioni legittime sul web pubblico, e
ha il vantaggio di tagliare fuori le banche e i gestori di carte di
credito, e quindi azzerare i costi di transazione.
All’origine dei
Bitcoins vi sono, secondo Wired, gli ideali dell’Agorismo, una filosofia
anarco-capitalista che predica l’avvento di una contro-economia dove i
mercati sono privi di regole e sfuggono ad ogni forma di tassazione. Il
mercato nero è l’ideale degli agoristi poiché libero da ogni interferenza
statale. Ispirati dagli scritti di Ayn Rand, gli agoristi hanno anche il
loro manifesto, The New Libertarian Manifesto, scritto nel 1980 da Samuel
E. Konkin III.
Nonostante i timori della polizia inglese,
l’economia Bitcoins non supera i 57 milioni di dollari e alcuni errori
tecnici (poi corretti) hanno fatto cadere il loro valore nel 2011. La gran
parte del denaro criminale passa ancora attraverso le banche, che
ripuliscono i narcodollari e i soldi delle nostre mafie, come avvertiva
qualche anno fa Antonio Costa, direttore dell’ufficio della Nazioni Unite
per la lotta alla criminalità organizzata. Il pericolo maggiore dei bazar
virtuali è l’offerta di materiale pornografico illegale. Transazioni
economiche anche modeste si fondano su violenze ed abusi gravissimi.
Piuttosto che bandire i Bitcoins o chiudere Silk Road, come vorrebbero due
senatori americani, le polizie dovrebbero focalizzare le indagini proprio
su quei venditori e cercare la collaborazione degli amministratori dei
siti nell’Internet palese e segreto. Ad esempio, il fondatore di
Intersango si è detto disposto a collaborare con le autorità per casi
specifici. Ancora una volta, la soluzione sembra essere «Follow the
Money».
LA MONETA INVISIBILE DEL MONDO 2.0 2009
la'nno di nascita I Bitcoins sono stati inventati da un
internauta con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto che voleva una moneta
«indipendente» da banche centrali o governi . 7 milioni la
circolazione I Bitcoins vengono generati da una rete di
computer ed è previsto che la loro «massa monetaria» si fermi una volta
raggiunti i 21milioni di unità per evitare
l’inflazione.
3,74 il valore in euro I Bitcoins
possono venire convertiti in euro, dollari o altre valute su speciali siti
come Intersango, che vende e compra lamoneta virtuale per gli acquisti in
Internet.
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