Ciao Giacomo, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
On Mon, 1 Mar 2021 16:28:02 +0100 Stefano Zacchiroli wrote:
[...]
Io obiettavo alla soluzione che tu preferisci, ovvero:
(1) il divieto di restrizioni commerciali, da combinare con (2) le varie forme di copyleft/licenze con reciprocità esistenti.
Perche le varie forme di copyleft/licenze ESISTENTI non bastano ad impedire le tattiche di embrace extend and extinguish e garantire che la possibilità di self-hosting.
Ad esempio, la GPLv2 è un copyleft esistente e non mi pare che la maggioranza degli utenti possano esercitarne le libertà sul kernel del proprio cellulare Android.
Sì, è meglio delle licenze permissive (che vanno per la maggiore), ma è bel lungi dal garantire una società cibernetica libera.
Noto con dispiacere che anche tu Giacomo vorresti risolvere i problemi di *abberrazione* del mercato, di "embrace, extend and extinguish" dei protocoli e di esercizio della propria "informatics and computing agency" attraverso le licenze per le opere dell'ingegno: ti sbagli. [...]
A me Stefano pare ovvio: i GAFAM usano i contenuti che possono legalmente distribuire per attrarre gli utenti.
Se non possono distribuirli perché -NC, non gli piacciono.
Anche a Debian (e moltissime altre distribuzioni) e Wikimedia i contenuti NC non piacciono: e allora?!?
Se possono gli piacciono.
Giacomo, anche io per _lavoro_ "faccio cose" per commercializzare le quali redistribuisco software *e* documentazione e lo posso fare *solo* perché è libera... e quando posso contribuisco ad arricchire software e documentazione grazie a quei due granelli di granu salis che riesco ad ottenere *esercitando* la mia attività *commerciale*, perché ad oggi per poter ottenere un reddito io o il mio datore di lavoro dobbiamo "fare commercio" con la nostra attività. Se la documentazione del software che fornisco non fosse liberamente redistribuibile, io non potrei a mia volta fornirla al cliente. [...]
Ma chiunque produca contenuti "distribuibili commercialmente" diventa utile al loro business model e lo supporta direttamente.
Giacomo scusa la domanda bastarda: ma tu lo hai letto il paragrafo https://freedomdefined.org/index.php/Licenses/NC#Profit Ma anche: il problema è _davvero_ che Google può fare profitto "rivendendo" [1] contenuti liberi o COME Google (ed altre multinazionali) riescono a fare profitti talmente esagerati da essere perfino offensivi e pericolosi per la stabilità sociale? [...] Ciao, Giovanni. [1] ho serissimi dubbi che Google faccia seri profitti dall'attività di redistribuzione a pagamento di contenuti -- Giovanni Biscuolo