Caro Antonio non so bene come rispondere perché la tua domanda (a meno che non la fraintenda completamente) entra nel merito dello "sviluppo" del software e di uno specifico approccio (LAMP). Espongo le riflessioni che mi hai suscitato, scusandomi in anticipo se ho male interpretato il tuo stimolo. Io penso che se, prima di tutto nella scuola, sviluppiamo una buona sensibilità all'informatica come "linguaggio per la descrizione di processi che automaticamente e meccanicamente eseguono trasformazione di rappresentazioni", otteniamo due vantaggi Da un lato chi poi sceglierà di fare un altro mestiere capirà che quando si discute di un qualunque sistema di questo ci sono degli elementi da approfondire: CHI ha scelto COSA rappresentare e COSA NO? COSA viene modellato da tali rappresentazioni? COSA viene trascurato? CHI ha scelto COME trasformare? Per apprezzare queste domande devi aver capito la natura "automatica" e "meccanica" dei sistemi informatici. Dall'altro chi sceglie di fare questo mestiere potrà all'università affrontarlo in modo più adeguato e con migliori basi: immagina se dovessimo preparare gli ingegneri a partire dall'università senza che questi abbiano fatto 13 anni di matematica e 8 (almeno) di fisica nella scuola. E all'università, non ritengo che bisogna preparare "programmatori", ma informatici. E non è solo "pedanteria accademica" :-) Se vuoi preparare uno scrittore, non ti basta insegnargli a leggere e scrivere. Deve capire (attraverso lo studio e/o l'esperienza) cosa sono le emozioni e le relazioni, come "funzionano" persone e società. Fuor di metafora, saper programmare benissimo, ma non aver capito il ruolo dei sistemi informatici all'interno del lavoro di organizzazioni di varia complessità produce, in genere, disastri. Esiste infine, come per l'ingegneria tradizionale, tra la scuola e l'università, la funzione intermedia del quadro tecnico. Un esempio, preso dall'ingegneria civile, è quello del geometra, ruolo indispensabile, perché non tutti hanno bisogno di costruire grattacieli, mentre molti devono realizzare "modeste costruzioni civili". Moltissime micro e piccole imprese italiane non hanno necessità di un laureato per le loro esigenze informatiche, gli basterebbe un diplomato, anche qui che sia preparato come un "informatico" in grado di definire un progetto in relazione alle esigenze dell'utente e non semplicemente come un "programmatore" che genera codice. Ciao, Enrico Il 27/04/2021 10:01, Antonio Iacono ha scritto:
https://www.key4biz.it/pnrr-e-trasformazione-digitale-dove-linformatica/3573...
Ottima riflessione (come sempre). Ma, visto che siamo in una lista con una buona presenza di "tecnici", vorrei osare un po' di più.
Ho estrapolato qualche frase: "sistemi digitali che ingessano il lavoro anziché renderlo più snello (quando non falliscono il loro obiettivo di automazione)" e, tratte da un articolo precedente [1]: "micro e piccole imprese non usano il digitale o lo usano poco non perché – come dice qualcuno – sono pervase dal familismo amorale o non ne hanno capito il potenziale di vantaggio competitivo, ma perché sistemi informatici troppo rigidi costituirebbero la melassa che li ucciderebbe rapidamente" "l'unica informatica buona è quella "personalizzata" che accompagna l'azienda in modo flessibile"
Va da se che sono frasi che condivido in pieno ma, proviamo a immaginarci un futuro "ideale" con tanti bravi programmatori. Saranno davvero in grado di produrre "informatica buona" ? Io, come molti altri, ho attraversato diverse fasi di produzione software (è inutile stare qui ad elencare linguaggi e framework) e, devo dire che, tra tutte, la fase LAMP (o LEMP) è stata la più produttiva, oltre che stimolante, visti gli ottimi risultati. Oggi, anzi, da una decina d'anni, se nomini questo acronimo ad un neo-sviluppatore web ti guarda strano. Io non so se questo fuoco concentrico nei confronti del LAMP sia effettivamente dovuto a carenze strutturale "dei quattro" o, viceversa, ci sia il tentativo di vendere soluzioni "chiavi in mano" (vista la complessità dei nuovi framework).
Antonio
[1] https://link-and-think.blogspot.com/2019/03/trasformazione-digitale-e-svilup...
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