On 09/01/2020, Giovanni Biscuolo <g@xelera.eu> wrote:
sbagliate:
1. DMCA e EUCD che danno protezione legare ai DRM mentre andrebbero semplicemente estirpati dalla faccia dei diritti d'autore con annesse prostrate scuse da parte di tutti i suoi proponenti e sostenitori; inquinare i diritti d'autore (anche) con queste cose è imperdonabile
2. brevetti software: una roba che non avrebbe mai dovuto essere neanche pensata
3. brevetti in generale: a me basterebbe una riforma *sostanziale* ma c'è chi sostiene andrebbero eliminati, probabilmente ha ragione
Mi è piaciuta molto la locuzione "doveri di cooperativa" che hai usato in un altro thread http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2020-January/016585.html Credo sia una definizione illuminante per ciò che riguarda la conoscenza umana e tutte le sue rappresentazioni. Non solo non deve essere privatizzata, ma condividerla non basta: deve essere oggetto di continua ed attiva collaborazione, in quanto (unico vero) Patrimonio (specifico) dell'Umanità. Rimuovere le diverse forme di privatizzazione della cultura (informazione, conoscenza) attraverso vincoli (pseudo-tecnici o legali) senza contestualmente introdurre un esplicito dovere di cooperazione (e dunque un sistema che costringa a mettere e mantenere in comune la conoscenza acquisita) rischia però di essere controproducente. Ogni legge sbagliata può essere oggetto di obiezione di coscienza. Acquisire e diffondere un segreto industriale, invece, sarebbe più difficile. Dunque, se sopravviveremo abbastanza a lungo, contestualmente alla rimozione delle ridicole barriere che frenano il progresso dell'Umanità per facilitare il meschino accumulo di ricchezza economica, sarà necessario imporre questi "doveri di cooperazione", vietando i segreti industriali. Giacomo