Ciao Davide On February 13, 2021 11:00:53 AM UTC, "D. Davide Lamanna" wrote:
On 11/02/21 21:24, Giacomo Tesio wrote:
Interessante questa categorizzazione, vorrei capirla meglio:
Il fuoco, la ruota, la vela, l'affettatrice per il pane, il motore a scoppio o la catena di montaggio di Ford sono tecnologie special purpose: affrontano uno specifico problema e lo risolvono.
La pittura, la scrittura, l'alfabeto, i numeri arabi, la stampa, i computer invece sono tecnologie general purpose, che non riguardano l'economia se non in modo secondario.
In che senso la "pittura" sarebbe una tecnologia?
Beh mi sembra piuttosto evidente: come ogni altra tecnologia, la pittura rupestre ha utilizzato le conoscenze umane disponibili per esprimere la volontà umana imponendola alla realtà circostante. http://www.tesio.it/2018/10/11/math-science-and-technology.html Al di là delle considerazioni tecniche (quante opere d'arte contemporanee verranno ancora ammirate fra 40.000 anni?) la pittura è stata una straordinaria innovazione tecnologica "general purpose" che ha cambiato la storia e l'evoluzione della nostra specie. Con l'invenzione della pittura nasce la comunicazione asincrona. Nasce una prima rudimentale forma di dato. Una rappresentazione ancora estremamente imprecisa, contestuale ed analogica (la cui evoluzione non sarà "digitale" ma "simbolica") dell'informazione, ma capace di evolvere in poche migliaia di anni nella successiva grande innovazione informatica: la scrittura.
E in che senso le tecnologie "general purpose" non riguardano l'economia?
Io ho scritto che la riguardano solo in modo secondario, come inevitabile riflesso dell'impatto che hanno sull'umanità. L'impatto della scrittura sull'economia non è stato diverso da quello che ha avuto sulla medicina o sull'edilizia. Solo un idiota proverebbe a comprendere o governare l'informatica (o la scrittura) usando categorie tanto inadeguate. Un idiota... o un economista! :-)
Zuboff spiega magistralmente come l'informatica degli ultimi 20 anni sia tesa ad un obiettivo ECONOMICO molto chiaro e dominante: estrarre il surplus comportamentale dagli utenti per generare prodotti predittivi da vendere sul mercato dei comportamenti futuri.
Zuboff ha fatto un'opera davvero meritevole: provare ad esprimere in termini economici dinamiche informatiche che coglie solo in parte, attraverso appunto i loro riflessi economici. La sua opera è stata cruciale per portare nel discorso pubblico "mainstream" problemi che la "classe dirigente" ignorava completamente. Per farlo ha dovuto inventare nuove categorie concettuali compatibili con il linguaggio economico e la narrazione capitalista cui le "classi dirigenti" sono ancora limitate. E' l'unica lingua che conoscono, nonché l'unica narrazione che comprendono: è inevitabile che interpretino TUTTO in termini economici. Ed in questo la Zuboff ha fatto un grande servizio alla collettività. Ha reso alcuni problemi visibili a chi non era nemmeno in grado di concepirli. Per intenderci: è un po' come prendere un oggetto tridimensionale e limitarsi una singola proiezione su un piano (peraltro irregolare): difficilmente se ne potrà comprendere la struttura o le dinamiche che la definiscono... figurati guidarne la creazione. https://creapills.com/matthieu-robert-ortis-sculptures-anamorphose-illusion-... https://youtu.be/9fd1GoiK3rk Tuttavia, se quel piano irregolare definisce TUTTO ciò che sei in grado di vedere, chiunque proietti la realtà su quel piano ti offre comunque un servizio importante. Questo è ciò che ha fatto la Zuboff.
Tutto il mondo dei computer e dell'informatica ruota intorno a questo CENTRALE obiettivo economico, su cui si fonda il capitalismo della sorveglianza.
Un altro errore interpretativo. Questo obiettivo economico rimane comunque secondario rispetto a quello (geo)politico: non è una questione di soldi ma di Potere su scala planetaria.
Chi, come molti di noi qui, ripudia un sistema di questo stampo è destinato a rimanere ai margini e al massimo a raccogliere qualche briciola caduta dai piatti degli altri.
Fintanto che ti limiti ad una visione economica, sì. Finché interpreti tutto in termini economici, sì. Insomma, quale vittoria migliore che convincerti che perderai? Convincere chiunque che non ha senso anche solo provare ad opporsi è la più efficiente delle vittorie di chiunque detenga il Potere. Ma nel mostrarlo quotidianamente inadeguato, l'informatica rivela come questo framework interpretativo sia... SOLO un framework interpretativo. Un framework intepretativo che produce una specifica narrazione, e conduce ad un lieto fine per pochi e alla schiavitù per tutti gli altri. Economia e finanza hanno fatto il proprio tempo e non sono più in grado di spiegare e governare il mondo. Dobbiamo creare un NUOVO modello interpretativo. Un po' come avvenne con Galileo o Einstein nella fisica. L'informatica fornirà questa nuova chiave interpretativa. Il punto è solo QUALE informatica. Nelle mani di chi? E "per farci cosa"? :-D Quella dei GAFAM o quella degli hacker? Quella degli "imprenditori digitali" o quella dei "cittadini cibernetici"? Perché sia chiaro: gli scribi erano perfettamente consapevoli del fatto che i geroglifici fossero funzionali ad una specifica struttura politica e sociale e gli andava bene così. Come al Faraone. Era la loro fede religiosa! Esattamente come oggi avviene con la finanza capitalista. Giacomo