Segnalo, grazie a Marco Calamari, questo:
Al di là di ogni considerazione tecnica (informatica/giuridica/politica/etica ecc.ecc.), la riservatezza delle comunicazioni (rectius: della corrispondenza) rimane una precondizione di molti diritti fondamentali ed è elemento essenziale della "dignità umana" proclamata all'art. 1 della Carta dei Diritti della UE. E si badi, la riservatezza della corrispondenza ha ragione di assurgere a diritto fondamentale costituzionalmente protetto proprio per evitare le ingerenze degli Stati sovrani, quale che sia la sacrosanta motivazione di ordine/sicurezza.
Un cedimento ed una crepa di quel diritto fondamentale mina lo stato di diritto, pilastro già claudicante delle nostre democrazie.
Per quel che vale, io ho mandato la mail a molti.
CB