Caro Giovanni

grazie per l'articolato commento. Sono perplesso rispetto alla tua contestazione sotto riportata, 

Il 11/01/2026 18:59, 380° via nexa ha scritto:
In ogni caso, chiarito che le "digital skills" sono al più abilità _manuali_ e non concettuali, contesto fermamente la proposta che "the level of diffusion of basic principles and concepts of informatics should be gauged" (si veda la citazione sopra), perché quel genere di misura - che non può che essere fatta con metodi stile OCSE-PISA - è _fuorviante_.
perché vorrei capire meglio su quali basi/argomenti affermi che:
    1) la misura del livello di diffusione di conoscenze di base di informatica sia fuorviante 
    2) tale misura non può che essere fatta con metodi stile OCSE-PISA

Queste cose si possono fare in modo adeguato e si fanno, ad esempio per la matematica, sugli studenti in ingresso ad alcuni corsi di laurea universitari.

Grazie mille, Enrico


Il 11/01/2026 18:59, 380° via nexa ha scritto:
Buongiorno,

domanda non banale: ma a che e a chi serve tutto questo?!?

La misura delle "digital skills" nuoce _gravemente_ alla salute del discorso pubblico - soprattutto accademico - relativo alla preparazione informatica (non digitale per favore) delle persone, affinché sappiano /agire/ anche attraverso gli strumenti informatici.

Le persone sono "digitalmente abili" anche se sono solo in grado di usare le dita per /digitare/ passivamente, applicando nozioni meccanicistiche *e* assolutistiche [1], invece che /agire/, essendo in grado di scegliere gli strumenti informatici adeguati e a partecipare a determinarne il funzionamento.

Chi non può scegliere e determinare il funzionamento degli strumenti informatici che usa non è libero.

On 2026-01-09, Enrico Nardelli wrote:

su come viene calcolato il DSI abbiamo pubblicato con alcuni colleghi 
poco tempo fa questo articolo (Open Access)

European Digital Transformation Needs Indicators of Informatics Competence
ACM Inroads, Volume 15, Issue 4, Pages 74 - 81
https://dl.acm.org/doi/10.1145/3696791?cid=81100512939
Cito:

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In the light of this discussion, if one wants to measure the progress a society is really making toward the goal of preparing citizens with a scientific competence adequate to do well in an increasing digital world, the level of diffusion of basic principles and concepts of informatics should be gauged rather than simply detecting the amount of use of digital tools.

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(pag. 76 del numero, pagina 3 del PDF)

che analizza in dettaglio gli specifici indicatori di cui è composto il DSI, evidenziandone l'inutilità a fini dello sbandierato obiettivo della trasformazione digitale.
La misurazione delle "digital skills" fornita dal framework DSI è così tossica [2] che non solo _non_ fornisce indicazioni sensate sulle capacità informatiche dei cittadini ma /pare/ stia gradualmente comportando la progressiva _perdita_ di adeguata preparazione anche di quei pochi che si laureano in informatica, che spesso posseggono solo "digital skills" sopra la media: sono bravissimi finché rimangono nella loro comfort-zone di competenza "meccanica", per altro sempre più ristretta nel tempo; il resto dell'informatica non è un loro problema, ma Qualcuno™ "in the loop" dovrà pur essere in grado di risolvere /qualche/ problema informatico, no?

In ogni caso, chiarito che le "digital skills" sono al più abilità _manuali_ e non concettuali, contesto fermamente la proposta che "the level of diffusion of basic principles and concepts of informatics should be gauged" (si veda la citazione sopra), perché quel genere di misura - che non può che essere fatta con metodi stile OCSE-PISA - è _fuorviante_.

OCSE-PISA e INVALSI usano il modello di Rasch per la calibrazione e indovinate un po'... quella _roba_ (intendo proprio tutta la teoria di Rasch) non è per nulla scientifica ma piena zeppa di bias, suprematismo culturale e credo anche una discreta ignoranza pedagocica.

«I test INVALSI sono scientificamente solidi? I limiti del modello di Rasch»
https://www.roars.it/il-modello-di-rasch/

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[...] alla luce della letteratura scientifica internazionale ed anche del presente articolo, ci sono ragioni per nutrire dubbi sul corretto funzionamento del “termometro di Rasch”. Ed anche sulla facilità di aggiustarlo.

[...]

Kreiner ha provato a fare dei calcoli per quantificare gli effetti di queste “sbavature”: la posizione del Regno Unito nel “Reading Test” 2006 oscillerebbe tra 14 e 30, quella della Danimarka tra 5 e 37, quella del Canada tra 2 e 25 e quella del Giappone tra 8 e 40. Se si trattasse di un termometro, ci sarebbe il rischio di confondere una febbre da cavallo con un congelamento. “The best we can say about Pisa rankings is that they are useless” [conclude Kreiner]

[conclude Kreiner] (https://web.archive.org/web/20130823053048/http://www.tes.co.uk/article.aspx?storycode=6344672).

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...l'articolo è carico argomenti scientifici e merita una attenta lettura (attenzione, mettetevi comodi, è lunghissimo [3]): era il 2014 quando uscì quell'articolo (e gli altri citati lì dentro), siamo nel 2026 e ancora PISA e INVALSI non sono stati buttati nel cestino: mah?!?

La psicometria [4] per valutare le abilità (preparazione?) degli studenti assomiglia troppo alla bibliometria per valutare le competenze dei professori.

«Another brick in the wall»?!?

Saluti, 380°

[...]

[1] chi l'ha detto che per generare un documento io debba usare un "word processor" o per fare calcoli su una serie di dati un "foglio di calcolo"?!?  Dai sù, siamo seri!

[2] si veda l'articolo citato a pag. 80 (pag. 7 del PDF) a partira da: «First, only 12 of the 21 competences are covered, meaning 43% of them are not evaluated at all. Second, the measured activities gauge only the skill component while the knowledge component is missing. Third, for some competences the correspondence between the concept alluded to by the competence definition and the actual activities measured appear to be rather weak.»

[3] per le persone in buona fede che sono anche pigre, consiglio di limitarsi a leggere il paragrafo "Indici e misure" e poi smettere lì, che ci siamo capiti ;-)

[4] che puzza troppo di pseudoscienza nemmeno troppo velatamente condita di darwinismo sociale

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https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
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Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
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