La puntata di ieri sera di Report ha suscitato non poche
perplessità in rete.
Oggettivamente vi era troppa carne al fuoco ed il taglio è
stato pericolosamente (ed inspiegabilmente, per una trasmissione che fa normalmente
un serio giornalismo d’inchiesta) generalista.
La mia sensazione è che, a fine puntata, sia stata veicolata
e confermata l’idea della rete come luogo di insidie e di filibustieri pronti
a far soldi, più che di opportunità e partecipazione (pochi e fugaci gli
accenni al nord Africa, ai dissidenti, e breve l’accenno a wikileaks).
Oggi ho provato a seguire la chat della giornalista http://www.report.rai.it/dl/videochat/ContentSet-dd27dcef-2b32-4204-ae0b-11299d7216c9.html
su
Rainet, ed ho postato una domanda, (se avessero valutato il fatto che
l’accesso alla rete possa esser ritenuto un diritto della persona, e che
vi sono proposte per la costituzionalizzazione di tale diritto): la domanda non
è passata. Ho provato a chiedere alcune precisazioni, ma ancora una volta la
chat, che appariva in diretta, non ha passato il mio messaggio (che sappiano
che sono un’importuno?). Tutte le domande, non molte in vero, che
apparivano e a cui è stata data risposta erano solo sui furti di identità, sui
problemi con FB e su spam e phishing . Il sospetto che fosse una conversazione
tutt’altro che aperta l’ho avuto, e ciò mi ha profondamente deluso.
Peccato.
C.