Caro Giorgio, nessun abuso, anzi, al contrario! Questa lista esiste apposta per discutere insieme e cercare, sempre insieme, di capire un po' meglio la realtà e le opzioni che abbiamo davanti. In questo caso specifico, tuttavia, la differenza di posizioni tra di noi è del tutto apparente e mi scuso se non mi sono spiegato bene (e tra l'altro non pensavo affatto a te, come si capirà tra un attimo): io, infatti, non parlavo né dell'informatica a scuola come disciplina, né tantomeno del "coding", ma dell'uso dell'ICT a scuola, ovvero, LIM, tablet, etc. Insomma, la fantasia - molto diffusa negli USA, ma che ha aderenti anche in Italia - che basti dare un tablet a ogni studente per avere ipso facto studenti più preparati. A questo credo (che risale almeno agli anni '80 del Novecento) la ricerca ha finora risposto come ho sintetizzato in precedenza, ovvero: *prima* ci devono essere le condizioni di base (insegnanti ben pagati, classi piccole, locali gradevoli e sicuri, biblioteche, ecc.) e *poi* ben venga l'ICT intesa come dispositivi. Invece in Italia è evidente che la politica è tentata dalla scorciatoia "dispositivi in classe" perché: - costa molto meno che mettere a posto i "basics"; - rende contenti alcuni specifici interessi; - fa tanto "moderno" e "2.0", mentre assicurare, chessò, una bibliotechina decente per ogni scuola (magari con annesso bibliotecario), no. Tutto altro discorso, quindi, è quello del coding, ovvero, dell'informatica a scuola: scusa se prima sono stato troppo sintetico. Ciao! juan carlos On 08/04/15 12:30, Giorgio Ventre wrote:
Caro Juan Carlos, se fai riferimento agli "illusi" come noi di "Programma il Futuro" le tue critiche sono sempre uno stimolo a riflettere su questi temi e quindi ben vengano queste tue considerazioni.
Permettimi di rispondere evitando di abusare troppo della pazienza tua e di chi segue questa lista.
Primo punto: la scuola 2.0 è la Buona Scuola? Ovviamente no. Io direi che una scuola 2.0 (per quello che vale questo termine e che considererò dopo) è una condizione necessaria ma non sufficiente ad avere una buona scuola, che invece ovviamente richiederebbe anche e soprattutto le cose che tu elenchi.
Secondo punto: cosa è una scuola 2.0? Secondo me è una scuola dove il digitale è sia una disciplina sia una tecnologia di supporto alle altre discipline. Non credo che una Scuola 2.0 sia una Scuola totalmente digitale e non mi piacciono approcci "finlandesi", se mi consentite di usare un termine che fa riferimento ad alcune notizie pubbicate dalla stampa relative a scelte didattiche di questo paese. Ma anche qui è u a opinione assolutamente personale.
Terzo punto: ma l'informatica ed il digitale sono davvero anche una disciplina? IMHO l'informatica, ed in particolare alcuni suoi aspetti come il coding per esempio, aiuta lo sviluppo di capacità di problem solving attraverso quello che viene definito il pensiero computazionale (ma che io amo chiamare pensiero procedurale per legarlo maggiormente alla teoria degli atti linguistici). Sono invece molto perplesso rispetto approcci puramente tecnologi alla ECDL e patenti e certificazioni varie.
Quarto punto: ammesso e non concesso che il coding sia importante per la Scuola 2.0, l'approccio che stiamo seguendo con eventi tipo Programma il Futuro (che comunque è un progetto che coinvolge il MIUR) oppure quello con eventi di natura bottom-up alla CoderDojo e similari sono i migliori possibile? Secondo me ovviamente no, ma se aspettiamo che il MIUR renda strutturali iniziative in questa direzione potremmo attendere decenni. E temo che comunque non ci sia un silver bullet.
Quinto punto: ma ci sono evidenze empiriche del fatto che la Scuola (intesa come docenti e discenti) vuole avere iniziative di questo genere? La mia risposta anche qui è positiva perchè i numeri che stiamo avendo sono estremamente lusinghieri: Qui http://www.programmailfuturo.it/progetto/monitoraggio-del-progetto c'è un report che abbiamo da poco prodotto con dei numeri davvero molto interessanti. Non ho evidenze se queste cose si tradurranno in un effettivo miglioramento delle capacità logiche di queste povere vittime che hanno fatto l'ora del codice !-)
Un caro saluto e perdonate la lunghezza della mail.
Giorgio
======================================================================== Prof. Ing. Giorgio Ventre Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione Università degli Studi di Napoli Federico II Via Claudio 21 80125, Napoli, Italy Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372 E-mail:giorgio@unina.it http://www.comics.unina.it http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre ======================================================================== On 08/04/2015 11:45, J.C. DE MARTIN wrote:
Lo so che dò un dolore ad alcuni amici, ma purtroppo sono anni che la letteratura scientifica è piuttosto concorde nel ritenere che i benefici dell'ICT a scuola si manifestano solo in alcuni, limitati scenari. In tutti gli altri casi è meglio spendere i soldi per avere insegnanti migliori e remunerati dignitosamente, classi meno affollate, locali belli e sicuri, e scuole dotate di biblioteche (sì, quegli strani posti con tanti libri sugli scaffali, con strane persone che a quanto pare di professione si occupano proprio di quei libri... strano, vero?).
juan carlos
*Ma la scuola 2.0 è buona scuola?* 08.04.15 Daniele Checchi e Enrico Rettore
Le attrezzature informatiche migliorano gli apprendimenti degli alunni? Prima di investire nuove risorse pubbliche nell’acquisto di tablet o lavagne multimediali servirebbero risposte basate su dati e rigorosa valutazione di efficacia degli esperimenti pilota. L’esperienza del progetto Cl@ssi 2.0.
INFRASTRUTTURE SCOLASTICHE: LA SITUAZIONE
La dotazione infrastrutturale della scuola italiana è carente. Ne è un preoccupante indicatore la manutenzione degli edifici scolastici. Se prendiamo per esempio l’ultima indagine svolta da Legambiente, il 32,5 per cento delle scuole necessita di interventi urgenti e solo il 30,9per cento è dotato di certificati essenziali come quello della prevenzione incendi. La situazione appare particolarmente degradata nelle aree meridionali del paese, anche a causa del prosciugarsi delle risorse a disposizione degli enti locali, che dovrebbero assicurare la fruibilità degli edifici scolatici. Le circostanze non appaiono migliori dal punto di vista della dotazione di attrezzature. Se utilizziamo la banca dati de La scuola in chiaro osserviamo che meno della metà delle classi italiane dispone di una connessione a internet, e poco più di un quarto possiede una lavagna interattiva multimediale (Lim).
[…]
Continua qui: http://www.lavoce.info/archives/34099/ma-la-scuola-2-0-e-buona-scuola/
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