Al contempo, anche la nostra comprensione del funzionamento tecnologico delle piattaforme che utilizziamo (ed a cui abbiamo dato il nostro assenso) è limitato. 

Quanti utilizzatori di Facebook sanno come funziona il Newsfeed ed il suo algoritmo? Questi non riproduce meccanicamente e diacronicamente i contenuti dei nostri contatti.

'To violate privacy, content needs to be revealed to an unintended audience. Sorting and prioritizing the content presented to a user’s intended audience (her existing Facebook friends) cannot reveal content to that user’s unintended audience. Imagine a mailman that puts letters in your mailbox sorted by size, or by the last name of the sender. This ordering might affect the order in which you open the letters, and even your emotional response. For instance, opening a large bill before opening your letter from grandma might ruin your mood, but the sorting operation conducted by the mailman does not reveal the content of the letters to anyone, and hence, does not violate your privacy. So if there are privacy violations, and there might be, these are not coming from the experiment’s sorting operation'.

http://www.technologyreview.com/view/528756/refriending-facebook/?utm_content=buffer14f9a&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer 





2014-07-11 17:59 GMT+02:00 Alessandro Mantelero <alessandro.mantelero@polito.it>:
condivido in pieno. In sintesi, mi pare emerga qui il rilevante problema dell'inadeguatezza del modello tradizionale di data protection nell'affrontare le implicazioni dei Big Data.
Il paradigma del singolo che si autodetermina è ormai superato ed i fondamenti giuridici della tutela dei dati devono necessariamente incontrarsi con i temi etici legati all'uso dell'informazione.


--
Alessandro Mantelero
Politecnico di Torino
Nexa Center for Internet and Society
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero




On Fri, 11 Jul 2014 15:45:48 +0200
 Eleonora Panto <eleonora.panto@csp.it> wrote:

Credo che il caso dell'esperimento della Cornell University in collaborazione con  Facebook meriti un po' di attenzione - al di la' della facilita' di immaginare scenari distopici  - il fatto solleva un problema sulla provenienza e la modalita' di raccolta dei dati per le ricerche come scrive Giovanni Boccia Artieri
http://www.pagina99.it/news/idee/6350/Lavore-per-Facebook-e-lasciare-le.html
ma mi pare interessante anche il commento che fa Jay Rosen sullo stesso tema e sul "behaviorismo" dei dipendenti Facebook e sul ruolo dei giornalisti
http://www.theatlantic.com/technology/archive/2014/07/facebook-has-all-the-power-you-have-almost-none/374215/
Dopo la comunicazione dello svolgimento di questo esperimento, nessun governo ha chiesto a FB spiegazioni o garanzie sul futuro .. e' vero i dati sono suoi ed e' tutto suo... ma una qualche reazione sarebbe forse auspicabile?

saluti Eleonora
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