Caro Stefano, sulla fallacia della facial recognition e ai falsi positivi hai ragione, ma non mi farei troppe illusioni. Quelli che vediamo ora sono dei prototipi la cui funzione prevalente è essere accettati e creare un mercato. Le nuove generazioni di riconoscimento biometrico multimodale e facciale stereoscopico lasceranno in futuro molte meno vie di fuga statistiche. Comunque quello che mi allarma non è tanto l'uso del riconoscimento facciale, tecnologia (per ora) assai fallace, ma un fenomeno molteplice: 1) il sistematico e acritico migrare dei ritrovati dell'industria ICT negli strumenti repressivi, che si allargano alla sfera sociale includendo rating reputazionale e stigmatizzazione new-mediatica. La fantasia distopica di alcuni episodi di Black Mirror è paurosamente prossima agli scenari cinesi. 2) l'assenza di proporzionalità tra la pesantezza dello strumento di vigilanza/repressione e la futilità della trasgressione. Chi prenderebbe le impronte digitali ai figli per sapere chi ha rubato la marmellata? La versatilità delle tecnologie e il basso costo relativo abbatte ogni frizione. Come se non prendere le impronte ai figli fosse determinato solo dall'alto costo dell'operazione di identificazione e dal basso costo della marmellata, e non da una riflessione etica e giuridica. 3) la delega della regolazione alle macchine, o per essere più precisi il passaggio da sistemi giuridico-sociali di regole a sistemi tecnici di vincoli [1] che alla lunga porterà a: - una sproporzionata tutela giuridica della macchina, - la confusione tra la liceità di un comportamento e la possibilità fattuale e tecnica di tenere lo stesso comportamento Può sembrare che la Cina sa un contesto culturale molto distante dal nostro e che certe cose da noi non succederanno mai. In realtà da noi (UE) vi sono maggiori resistenze culturali e una maggior frammentazione dell'autorità, per cui un impiego così invasivo richiede maggior sforzo e tempo. Gli USA sono in una zona intermedia. Ma la politica securitaria in questi tempi ha gioco facile, così come è forte la retorica del progresso tecnologico e del "You have no privacy, so get over it" di Bill Joy. Ciao, Alberto [1] me ne sono occupato a e-privacy nel 2008: <http://cammozzo.com/Papers/Cammozzo-RagioniVincoliNorme.pdf> Oggi andrebbe corretto il tiro aggiustandolo su sistemi socio-tecnici più che solo tecnici. On 05/05/2017 20:16, Stefano Quintarelli wrote:
Di questo invece non sono particolarmente preoccupato... Realizzeranno presto che... http://blog.quintarelli.it/2016/05/di-riconoscimento-facciale-terrorismo-e-r...
In data 5 maggio 2017 16:31:49 Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> ha scritto:
Esempio estremo di escalation della tecnologia della sicurezza: la citta di Jinan (oltre 7M ab.) installerà sistemi di riconoscimento facciale per rilevare e punire l'attraversamento stradale dei pedoni e altre infrazioni stradali.
Verrà usato in combinazione con un sistema "reputazionale" di pubblicazione sociale dell'infrazione e uno sanzionatorio, per cui per i recidivi le multe saranno più salate.
Mi travesto da Kurzweil e profetizzo una nuova singolarità. Non quella utopica dei transumanisti, ma una distopica della rivolta contro le social machines.
<http://www.ecns.cn/2017/05-05/256173.shtml>
Traffic police in Jinan, Shandong province, recently installed facial recognition equipment at street intersections to go after jaywalkers and other violators.
"When pedestrians or drivers of nonmotorized vehicles run a red light, the equipment will take four snapshots and a 15-second video," said Wei Jinghuo, director of the Jinan traffic police technology service center. "Jaywalkers can usually be identified the same day by comparing the images with those in the databases of the public security authorities.
"The technology enables us to recognize the image of each jaywalker in a crowd."
The move is part of a 100-day campaign that will start soon in the city.
Once identified, jaywalkers will be notified by the traffic police and asked to accept punishment at local traffic police branches. Jaywalkers will be subject to fines as high as 50 yuan ($7.20).
Those caught by police on the spot will be given a choice: half an hour of education on traffic rules or 20 minutes of volunteer work assisting police in traffic guidance.
For those who refuse to take their punishment, the police will inform employers or residential communities by letter, and their information will be published in the media.
Information on jaywalkers will also be uploaded to the traffic credit system Jinan plans to create before the end of next year. Once it's completed, jaywalkers' information will be included in personal credit archives, which will increase the cost of future violations of traffic rules.
Wei said the punishment details are still being developed, as the snapshot system has only been on trial for a month.
A number of Chinese cities-including Mianyang, Sichuan province, and Fuzhou, Fujian province-have also started using facial recognition to clamp down on jaywalkers.
In Mianyang, data captured by the facial recognition equipment are displayed on a screen next to the street.
Dong Xiaoxia, an employee of a State-owned enterprise in the energy industry in Jinan, said more time is needed to know whether or not the system works.
"It depends on whether the authorities can enforce it," Dong said. "Can the police authorities really expose jaywalkers' information in the media? How will traffic credit records influence the jaywalkers?"
Zhang Qihua, a senior student at a university in Jinan, said the campaign shows authorities' attitude toward clamping down on uncivilized behavior.
"It is a good trend. Like the crackdown on drunken driving, I think a crackdown on jaywalkers will also work," Zhang said. _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa