Ciao Giacomo, innanzitutto, affinché resti in archivio una versione corretta dei fatti, preciserei che l'articolo originale segnalato da Luigi Scorca non è dietro paywall, basta selezionare l'opzione "Free - Browse now" e poi accettare le condizioni del WashPost su cookies, tracking, ecc. Condizioni che potranno non piacere (anche se non dissimili da miriadi di siti europei), ma che non richiedono un pagamento. Per il resto, confermo quello che ho scritto: in questa lista si possono citare, commentare, raccomandare, ecc. anche fonti che richiedono un pagamento, come per esempio libri, film, riviste, ecc. Dopo essermi occupato, infatti, piuttosto a lungo (dal 2003 con Creative Commons e poi col progetto europeo "Communia", durato dal 2007 al 2010) di produzione, distribuzione, archiviazione, ecc. di opere creative distinguerei tre punti: 1) quale debba essere l'obiettivo politico a cui tendere; 2) come comportarsi nel frattempo; 3) quale condotta individuale seguire. Riguardo a 1), per quello che mi riguarda è trovare un'assetto legislativo ed economico sostenibile che consenta l'accesso, per uso personale, a tutte le opere. In proposito, l'amico (nonché garante Nexa) Philippe Aigrain ha scritto un'opera che resta un punto di riferimento, "Sharing", ma ci sono anche numerosi altri contributi. Riguardo 2), non si potrà che far fronte alla realtà esistente, valutandola caso per caso e trovando, sempre caso per caso, la modalità di comportamento giudicata migliore. Per fare giusto due esempi tra i tanti che potrei fare, ho grande rispetto per chi sta dietro a riviste come https://logicmag.io o https://newleftreview.org/ e, da lettore, rispetterò le loro scelte in merito a che cosa rendono liberamente accessibile e che cosa a pagamento. Apprezzando il loro lavoro, se potrò permettermelo li sosterrò economicamente abbonandomi. Trovo ingiusto dal punto di vista etico, illogico dal punto di vista della realtà economica e controproducente dal punto di vista politico criticarli (ammesso qualcuno li critichi) per il fatto che non mettono tutto liberamente accessibile online. Riguardo a 3), ogni persona, sulla base della sua specifica condizione e dei suoi valori, deciderà come comportarsi. Ci sarà chi vorrebbe mettere tutto disponibile liberamente online, ma non può (perché non può permetterselo, perché non ha potere contrattuale, perchè sarebbe dannoso per la sua carriera, perché è il regista di un film e non decide solo lui/lei, ecc.); ci sarà chi non vuole e basta; infine ci sarà chi vorrebbe mettere tutto (o quasi) online e può, come chi è nella privilegiata posizione del sottoscritto. Chi - come me - può farlo (perché non ha condizionamenti economici o di altra natura) e contemporaneamente professa di credere nella giustizia sociale e nella libera circolazione delle idee, ma non rende liberamente accessibile ciò che scrive è in una posizione, a mio avviso e in linea generale, eticamente discutibile. Sull'argomento forse il punto di riferimento principale in Italia (e non solo) è la collega Maria Chiara Pievatolo (un'altra garante Nexa), che consiglio di seguire e leggere. Di fronte a uno scenario così frastagliato, da valutare caso per caso, prevale quindi l'obiettivo di favorire al massimo lo scambio culturale e da qui l'invito a segnalare in lista senza problemi. Anche se - lo ribadisco - è giusto dare precedenza, ogni volta che ciò è possibile, a fonti liberamente accessibili, non solo per questioni di giustizia, ma anche per favorire la discussione. Buona domenica, juan carlos