Il giorno 11 aprile 2011 15:57, Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> ha scritto:
Sono pienamente d'accordo sulla finalità che dici nella prima parte dell'articolo, che con "include" indubbiamente mira a rendere certa l'esenzione di responsabilità per il prestatore di servizi tenendo conto delle caratteristiche indispensabili per il funzionamento di una rete attuale; invece io credo che la seconda parte limiti le esenzioni: "provided that the information is not stored for any period longer than is reasonably necessary for the transmission." In questo senso, "the acts of transmission" di cui al paragrafo 1 non ricadono in quelli per cui l'informazione viene memorizzata per un tempo più lungo di quello "ragionevolmente necessario per la trasmissione".
Certo, la seconda parte del 12.2 (introdotta da "a condizione che") ha l'obiettivo di limitare la portata degli atti di memorizzazione che, nel rispetto delle condizioni di cui al comma precedente, non fanno sorgere la responsabilità del provider per l'attività di trasmissione dei dati e - come effetto - produce una limitazione dell'ambito di esenzione.
Quello che mi sembra essenziale è che le tecniche di Deep Packet Capture, di Deep Packet Inspection e di Stateful Packet Inspection non rientrano nella "ragionevolezza" di "periodo di tempo necessario per la trasmissione": le prime perché fanno una copia permanente o comunque di durata soggetta alla discrezione del fornitore di servizi di tutti i pacchetti nella loro interezza, le seconde perché fanno una copia dei pacchetti su macchinari (macchinari del tutto superflui per la trasmissione dei pacchetti stessi) per un tempo necessario all'analisi sia dell'header sia del payload, le terze per gli stessi motivi ma limitatamente all'header dei pacchetti. Pertanto ritengo che, prima ancora di considerazioni su discriminazioni, net neutrality e privacy, queste tecniche facciano decadere le esenzioni di responsabilità previste dall'art. 12.
Considerata la ratio della norma (rimando ancora una volta al considerando 42), condivido la tua conclusione. Il passaggio interpretativo per arrivarci, tuttavia, è tutt'altro che banale, e non escludo che si possa argomentare diversamente. Ciao Giorgio