----- Original Message -----
Sent: Tuesday, January 21, 2025 8:50
AM
Subject: Re: [nexa] In a mirror (Alfredo
Bregni)
Mi permetto solo di chiarire il testo.
E’ appunto questa la critica che Napoleoni nel suo scritto fa a
Marx.
La macchina (più in generale il sistema di produzione) che
Stakanov usava era la stessa macchina (lo stesso modo di produzione) che
veniva usata nel mondo non comunista.
E infatti (anche) per questo quel comunismo ha
fallito.
Chi vuole ‘criticare’ il capitalismo, per farlo con qualche
probabilità di successo deve ‘criticare’ anche la macchina (il sistema di
produzione) che viene utilizzato, proprio perché non è neutrale.
Per chi non vuole o non sente la necessità di ‘criticare’ il
capitalismo, punto di vista che è del tutto consapevolmente un ‘presupposto
politico con una forte connotazione ideologica’, non c’è problema.
Buon
punto, Alessandro
Se
con la macchina si compie fino in fondo il processo della sottomissione
reale del lavoro al capitale […] una macchina non capitalisticamente usata
dovrebbe essere una macchina diversa
da quella usata capitalisticamente
ma siccome la macchina che
usava il compagno Stakanov era identica a quella che usava l'operaio
sfruttato, la
premessa è falsificata (modus tollens), dunque non è vero che
con la
macchina si compie fino in fondo il processo della sottomissione reale del
lavoro al capitale. QED
Ciao, Giulio.
Come ho già risposto ad Alberto, posso
essere d'accordo in generale, ma
ci sono dei punti "cruciali" che
continuo a contestare.
>> Se con la macchina si compie fino
in fondo il processo della
>> sottomissione reale del lavoro al
capitale...
Questo è un presupposto già "politico" (con forte
connotazione
ideologica)...
>> ...una macchina non
capitalisticamente usata dovrebbe essere una
>> macchina diversa
da quella usata capitalisticamente.
Io sono invece convinto che il
laminatoio "del padrone" e quello "della
cooperativa di lavoratori"
(che ha rilevato l'acciaieria dal padrone
fallito) siano tecnicamente
identici.
E, come ho detto altrove (per gli eventuali luddisti), a
fabbri e forge
non ritengo si possa tornare.
>> In altri
termini, le macchine, così come noi le conosciamo, sono il
>>
frutto di una tecnologia (e fors’anche di una scienza) che è stata
>> pensata tutta sulla base del presupposto del lavoro
alienato.
Questa è la conclusione (sbagliata) che viene
direttamente dal
presupposto politico-ideologico di cui
sopra.
Scienza e tecnologia, come conoscenza e know-how, per me sono
sempre
buoni in sé.
Se poi i denari per la ricerca vengono dai
militari o dai ricchi (che,
quest'ultimi, io continuo a vedere divisi
fra ladri e onesti, a
differenza di chi li eguaglia ai primi), questo
è un problema diverso, a
monte ...e molto generale (parte buona:
accumulazione di capitale; parte
cattiva: predazione / sfruttamento),
che non può essere trattato come
"facente parte del tema
tecnologico".
>> In una situazione diversa, il mutamento
dovrebbe interessare lo stesso
>> processo di conoscenza e di
realizzazione tecnologica al cui termine
>> la macchina si
trova”.
Invece io penso che debba cambiare tutt'altro.
[Ho
fatto per oltre vent'anni il consulente di business, e dovevo essere
"convincente". A parte dire il vero, e avere evidenze a supporto, età
importante anche costruire discorsi inappuntabili sul piano logico,
...non che "sembrassero solo tali", per cui mi nasce un'irritazione
automatica, di fronte a logiche non stringenti e
provate.]
Il 2025-01-20 15:33 de petra giulio ha
scritto:
> _Non so in quale conversazione inserire le considerazioni
che seguono,
> considerato che in almeno tre conversazioni
contemporaneamente attive
> sulla lista si sta discutendo dello
stesso tema. Lo faccio qui, come
> segno di apprezzamento per il
contributo di karlessi, ma le cose che
> scriverò fanno riferimento
anche ad argomentazioni comparse nelle
> altre
conversazioni._
>
> Sul tema della neutralità delle macchine
(della tecnologia, della
> scienza) per avere (forse) qualche
ulteriore elemento di ragionamento,
> può essere utile rileggere
scritti del secolo corso, quando la
> tecnologia prevalente non era
ancora quella digitale (potremmo
> chiamarla "l'età del coltello") ,
e quindi potevano sembrare più
> forti gli argomenti a favore della
neutralità della tecnica (e della
> scienza), eppure...
>
Recentemente è stato ripubblicato un testo di Claudio Napoleoni,
uno
> dei più importanti economisti e filosofi italiani del 900,
troppo
> poco frequentato. Si tratta delle ‘Lezioni sul capitolo VI
inedito
> di Marx', (ed. Rogas), lezioni tenute da Napoleoni alla
Facoltà di
> Scienze politiche dell'Università di Torino nel 1971.
In questo testo
> Marx descrive e analizza ellicacemente il rapporto
tra il capitalismo
> e le macchine giungendo alla conclusione che
'la pienezza della
> produzione capitalistica si ha soltanto quando
il capitale determina
> la tecnologia'.
>
> _Il
problema è che Marx distingueva tra macchine e loro uso
>
capitalistico - una “distinzione insostenibile” secondo Napoleoni
>
proponendo una critica della tecnica che svilupperà sempre di più
>
partendo proprio da Heidegger (per il quale la macchina esiste solo
in
> base all’impiego dell’impiegabile, cioè diviene produttiva
e
> impiegabile per uno scopo che tuttavia cessa progressivamente
di
> essere uno scopo umano e diventa lo scopo dell’impiegabilità
della
> macchina, dove soggetto e oggetto si confondono
definitivamente):
> “Se con la macchina si compie fino in fondo il
processo della
> sottomissione reale del lavoro al capitale […] una
macchina non
> capitalisticamente usata dovrebbe essere una macchina
diversa da
> quella usata capitalisticamente. In altri termini, le
macchine, così
> come noi le conosciamo, sono il frutto di una
tecnologia (e
> fors’anche di una scienza) che è stata pensata tutta
sulla base del
> presupposto del lavoro alienato. In una situazione
diversa, il
> mutamento dovrebbe interessare lo stesso processo di
conoscenza e di
> realizzazione tecnologica al cui termine la
macchina si trova”._
>
> Il testo in corsivo è tratto da un
articolo di Lelio Demichelis di
> prossima pubblicazione sul sito
del CRS
>
> Il giorno mar 14 gen 2025 alle 13:40 Alfredo
Bregni <abregni@iperv.it>
> ha scritto:
>
>> Ciao.
>>
>> Ritengo che in genere -- e
soprattutto qui: "_Non dipende (solo)
>> dall'uso che se ne fa
perché le tecnologie incorporano ideologie,
>> convinzioni, ecc.
e questo è tanto più verificabile per prodotti
>> come gli
smartphone equipaggiati con software proprietario,
>> costruiti
secondo logiche di obsolescenza programmata, assurdo
>> spreco di
risorse, ecc ecc._" -- tu tenda a confondere l'aspetto
>>
banalmente "di vendita" con quello di "impatto sociale".
>>
>> Se io (generico) vendo una tecnologia, e un altro la
utilizza:
>> - Io cercherò -- con mezzi leciti e illeciti -- di
massimizzare il
>> mio guadagno, indipendentemente dall'uso che
ne verrà fatto (magari
>> costruirò un fucile che piacerà tanto
ai suprematisti bianchi, ma
>> di loro come ideologia me ne
frego, basta che comprino);
>> - L'altro ne farà un uso benigno,
maligno, idiota, perverso,
>> benefico, ..., in funzione degli
obiettivi e della fantasia
>> (delicata o predatrice) che si
ritrova ad avere.
>>
>> Voglio dire:
>>
1.
>> La scienza / tecnologia / tecnica / anche ingegneria direi
-- intese
>> come conoscenza / know-how, e relativa possibilità
di farne
>> qualcosa in pratica -- IN SE' ritengo siano sempre
cosa buona;
>> 2.
>> La progettazione concreta,
produzione e vendita di artefatti ha due
>> componenti
DIVERSE:
>> a. L'aspetto economico, con le relative pratiche
commerciali;
>> b. L'EVENTUALE contenuto EX ANTE di intenzione
d'uso / applicazione
>> (es. bomba).
>> 3.
>>
L'utilizzo è quello che ha un contenuto "morale" / "non
neutrale"
>> (e con esso l'eventuale contenuto ex ante di
intenzione d'uso di cui
>> al punto precedente).
>>
>> Ne consegue che:
>> - Quanto indicato al punto 1
dovrebbe essere "totalmente libero";
>> es. nella ricerca
scientifica i cc.dd. "comitati etici" non
>> dovrebbero mettere
becco (e invece lo fanno: troppo difficile
>> mettere becco in 3
e 2a, ma questo dovrebbero fare)
>> - Il punto 2a ha già i suoi
presìdi (inefficaci);
>> - Il punto 2b e 3 sono quelli che --
appunto rivenienti dall'uso /
>> applicazione -- dovrebbero
essere più monitorati.
>>
>> INVECE si insiste a
colpevolizzare a monte. E io INSISTO a non
>> comprenderne il
motivo (magari perché insisto anche a distinguere
>> pere e
patate...).
>>
>> Saluti.
>>
>>>
----- Original Message -----
>>> From:
karlessi
>>> To: nexa@server-nexa.polito.it
>>> Sent: Monday,
January 13, 2025 11:52 AM
>>> Subject: Re: [nexa] In a mirror
(Alfredo Bregni)
>>>
>>>> Message:
2
>>>> Date: Mon, 13 Jan 2025 10:04:38
+0100
>>>> From: "Alfredo Bregni" <abregni@iperv.it>
>>>> To: "Giuseppe
Attardi" <attardi@di.unipi.it>
>>>> Cc: <nexa@server-nexa.polito.it>
>>>>
Subject: Re: [nexa] In a mirror
>>>> Message-ID:
<66C5B22CA7AD43A9A87D9EA18F885D48@Bregnip2>
>>>>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>>>>
>>>> Ciao, Giuseppe.
>>>>
>>>>
>>>>
>>>> Sto
continuando a "litigare" (bonariamente) con Giacomo in
>>>
privato sulla faccenda:
>>>>
>>>> - Lui
insiste ad es. che Ethernet aumenta la velocità delle
>>>
telecomunicazioni (e questo è un effetto "politico"), che
ogni
>>> tecnologia ha certe "capacità"
>>>>
>>>>
>>>> - Io insisto
che:
>>>>
>>>> a) ogni evoluzione --
culturale (filosofia, letteratura, ...)
>>> oltre che
scientifica / tecnica / tecnologica -- ha impatti sulla
>>>
società;
>>>>
>>>> b) le tecnologie non
"hanno", ma "danno" certe capacità /
>>> sono fatte apposta
per dare un qualche potere (altrimenti, a che
>>>
servono?);
>>>
>>>>
>>>> c)
tutto dipende da come si usano / applicano;
>>>>
>>>> d) solo quando uso e applicazione sono predeterminati
(es.
>>> bombe), allora lo sviluppo della tecnologia è
orientato a monte
>>> (se vado in giro con C4 e detonatori, mi
auguro che per una volta
>>> ci sia presunzione di
colpevolezza, invece che di innocenza, e sia
>>> io a dover
dmostrare che il tutto mi serve per stanare delle
>>>
talpe);
>>>>
>>>> e) ergo, sono l'uso e
l'applicazione le cose che contano,
>>> politicamente,
economicamente, ..., per determinare cosa davvero
>>> poi
avviene.
>>>
>>> buongiorno
>>>
>>> convengo che ci sono intendimenti diversi dietro all'uso
della
>>> parola
>>> "neutrale"
>>>
>>> personalmente ritengo disfunzionale l'insistenza sul
"dipende
>>> dall'uso
>>> che se ne fa", e, anzi,
colpevolizzante nei confronti delle
>>> persone.
Se
>>> poi si arriva all'impersonale del "si usano", diventa
impossibile
>>> distinguere chi fa cosa e perché: ammesso che
sia possibile!
>>>
>>> Non dipende (solo)
dall'uso che se ne fa perché le tecnologie
>>> incorporano
ideologie, convinzioni, ecc. e questo è tanto più
>>>
verificabile per prodotti come gli smartphone equipaggiati
con
>>> software
>>> proprietario, costruiti
secondo logiche di obsolescenza
>>>
programmata,
>>> assurdo spreco di risorse, ecc
ecc.
>>>
>>> Inoltre mettere insieme nella stessa
categoria tabelle
>>> logaritmiche,
>>> funzioni
statistiche, coltelli, tecnologie cibernetiche in rete e
>>>
bombe
>>> (ma può esserci una bomba innescata per far saltare
in aria il
>>> Furher e
>>> il suo stato maggiore:
è questo un uso che prevede presunzione di
>>>
>>> colpevolezza, errore, sbaglio? si tratta di una
provocazione per
>>> evidenziare che non si va lontano con la
casistica, c'è sempre
>>> almeno un
>>> caso che
eccede e a quel punto ci si perde in distinguo da
>>> legulei)
mi
>>> sembra un'indebita semplificazione che fa di tutte le
erbe un
>>> fascio.
>>> invece ogni cosa è
diversa. per quanto si possano effettuare
>>> delle
macro
>>> distinzioni.
>>>
>>> in
particolare vorrei attirare l'attenzione sulla cruciale
>>>
differenza
>>> fra utensile e "strumento cibernetico" (non
dico "essere tecnico"
>>> sennò
>>> giacomo
s'imbizzarrisce :D )
>>>
>>> la differenza è bene
illustrata da Gilbert Simondon. un utensile
>>> si
può
>>> portare con sé, e ha senso (senso tecnico) in
connessione a un
>>> corpo
>>> umano che lo porta
con sé e lo utilizza per relazionarsi con il
>>>
mondo.
>>> Il coltello, il martello, ecc. sono utensili in
questo senso
>>>
>>> gli strumenti cibernetici,
come lo smartphone, non hanno senso
>>>
separati
>>> dalla rete di retroazioni che le alimenta, che
comprende i corpi
>>> umani
>>> (in rete), altri
smartphone, reti, ecc ecc ecc quindi lo
>>> smartphone
non
>>> è un utensile. Da solo, non ha senso (senso tecnico).
E non
>>> dipende solo
>>> dall'uso che se ne fa:
perché è progettato con determinate
>>>
finalità,
>>> benché in maniera molto più sofisticata rispetto
alle affordance
>>> (inviti
>>> all'uso, cf.
Gibson) tipiche es. di coltelli, martelli, sedie ecc.
>>>
>>> (utensili). Tuttavia lo smartphone ha una materialità (è
fatto
>>> di cose
>>> materiali), e questa materia
è "neutra" nel senso che non è
>>> orientata
>>>
dall'uso che ne verrà fatto; al contrario, però, lo
influenza,
>>> nel senso
>>> che se è di metallo
robusto magari non si spacca alla prima
>>> caduta,
cosa
>>> che invece accade se è fatto di plastichina: quindi
anche qui, la
>>>
>>> materialità influenza
l'uso, la plastichina invita alla
>>>
protezione
>>> dell'oggetto più del metallo; ma la materialità
non determina in
>>> toto
>>> l'uso, perché se mi
va (in quanto es. artista "controcorrente", o
>>>
comune
>>> umano esasperato) con lo smartphone pesto i chiodi
nel muro, e
>>> vabbè,
>>> non avevo il martello,
mi sento libero di scassare l'ennesimo
>>> smartphone. Questa
"neutralità" per cui dipende da me e dall'uso
>>> che
ne
>>> faccio è quindi più teorica che
pratica.
>>>
>>> oltre a utensili e strumenti
cibernetici, vi sono anche le
>>> macchine,
>>>
come posizione "intermedia" fra i due precedenti. Es.
>>>
un'automobile, o
>>> un telefono analogico, senza software,
non ha senso senza
>>> l'infrastruttura (strade/autostrade;
rete elettrica, rete
>>> telefonica),
>>> ma non
ha quella caratteristica cibernetica spinta tipica del
>>>
digitale
>>> di massa.
>>>
>>> G.
Simondon, "Sulla Tecnica", Orthotes riporta in diversi
articoli
>>>
>>> questa tripartizione, da
prendere come categorizzazione lasca,
>>> come
>>>
descrizione operativa
>>> https://www.orthotes.com/prodotto/gilbert-simondon-sulla-tecnica/
>>>
>>> altra distinzione riguarda la tecnicità in quanto
caratteristiche
>>>
>>> materiali degli oggetti
tecnici (di cosa sono fatti) che non
>>>
coincide
>>> con la "libera avventura" (sempre Simondon) degli
oggetti tecnici
>>> nel
>>> mondo: sono quelli che
sono stati descritti come effetti
>>>
psicosociali
>>> nelle mail precedenti. Questo è l'aspetto
evolutivo in senso
>>> relazionale, in relazione con il mondo
umano, in cui è chiaro che
>>> la
>>> fitness
tecnica non è legata (solo) alle caratteristiche
>>>
materiali, ma a
>>> un complesso coacervo di interazioni
socio-psico-economiche. E,
>>> quindi,
>>> tanto
più ideologico-politiche per tecnologie di massa e
>>>
cibernetiche.
>>> Non sono (solo) le caratteristiche materiali
dirimenti per il
>>> "successo"
>>> di una
tecnologia: VHS si è imposto su Betamax; Explorer su tutti
>>>
gli
>>> altri browser per parecchio tempo, e non era certo
"meglio";
>>> Windows su
>>> altri OS aperti e
liberi; i protocolli e le innovazioni che
>>>
passano
>>> nell'uso sono relativamente indipendenti dalle
caratteristiche
>>> tecniche
>>> materiali.
Indipendente non significa neutrale.
>>>
>>>
queste argomentazioni sono chiaramente non-antropologiche,
nel
>>> senso che
>>> ricordano che l'uso umano
delle tecnologie non dipende solo
>>>
dall'umano,
>>> ma anche dalla complessa avventura
sociotecnica. D'altra parte,
>>> sono
>>>
argomentazioni non heideggeriane. Magari ai tecnici puri
>>>
(esistono? beh,
>>> cmq hanno delle idee, delle convinzioni,
dei desideri più o meno
>>> inconsci, quindi mi permetto di
considerarli soggetti filosofici
>>> come
>>>
tutti noialtri...) interessa poco, ma la fanfaluca di Heidegger
su
>>>
>>> "l'essenza della tecnica non è
tecnica" che ha tanto influenzato
>>> anche
>>>
pensatori che si ritengono progressisti, per non dire di
sinistra,
>>>
>>> riguarda anche loro tecnici
puri, perché l'argomento "la tecnica
>>> è
>>>
neutrale, dipende da come la si usa" è in effetti avversato
da
>>> Heidegger
>>> per sostenere, come è suo
tipico, una posizione apolitica,
>>>
impolitica,
>>> in cui la Tecnica s'impone come Spirito dei
tempi ineluttabile...
>>> quadro
>>> e
inquadramento del mondo, senza possibilità di scampo,
senza
>>> possibilità di articolare politiche personali e
collettive.
>>>
>>> e invece la tecnica è
politica, molto politica; se chiunque fosse
>>>
i
>>> grado di maneggiare le tavole logaritmiche, se chiunque
fosse
>>> capace di
>>> smontare uno smartphone
perché lo strumento viene venduto con un
>>> cacciavite che
consente di smontare ogni sua parte e sostituirla
>>>
facilmente... se chiunque potesse gestire in maniera autonoma
i
>>> propri
>>> dati e scegliere le tecnologie di
cui si fida, decidendo in piena
>>> libertà cosa sì e cosa
no... la situazione politica sarebbe
>>>
diversa,
>>> perché l'alienazione tecnica sarebbe un lontano
ricordo, e le
>>> persone
>>> sarebbe
singolarmente più forti, potenti, autonome e quindi più
>>>
libere,
>>> individualmente e collettivamente.
>>>
>>> invece oggi non si può scegliere. solo in teoria. in
pratica, i
>>> genitori
>>> si devono piegare ai
gruppi whatsapp dei genitori, o quantomeno al
>>>
>>> registro elettronico, come gli studenti e gli insegnanti
a google
>>> classroom, gli accademici a microsoft suite, e
tutti quanti allo
>>> SPID.
>>> tutte queste
tecnologie non sono affatto neutrali, IMHO. di certo
>>> non
si
>>> sono imposte perché migliori, frutto di un processo
evolutivo di
>>> selezione delle tecnologie più adatte e
regolate dal mutuo
>>> appoggio, il
>>> secondo
fattore più importante dell'evoluzione naturale che
>>>
potrebbe
>>> senz'altro essere posto come linea guida anche
nell'evoluzione
>>> tecnica.
>>>
>>>
peggio ancora, ci sono evidenti contraddizioni nel ricorso
a
>>> tecnologie
>>> in situazioni limite. le navi
che salvano le persone nel
>>> mediterraneo
>>>
nonostante i governi sempre più autoritari in Europa e
altrove,
>>> non
>>> possono scegliere: devono
usare Starlink. perché grazie al fatto
>>> che
il
>>> governo USA ha foraggiato Musk da anni, Starlink è
l'unica
>>> opzione a
>>> "basso costo" per
comunicazioni su satelliti LEO. vedremo se il
>>>
governo
>>> italiano chiederà di togliere Starlink a queste
navi, perché
>>> no... è
>>> logico, sta nella
logica della tecnocrazia.
>>>
>>> no, non dipende
da come le usi. Starlink è un problema comunque
>>>
si
>>> voglia vedere: per la sua genesi, per come è gestito,
manutenuto,
>>> e
>>> immagino che sia software
proprietario, security by obscurity,
>>>
nonché
>>> gestito da un miliardario bianco dispotico senza
alcun controllo
>>> democratico, che viene considerato un
genio, non si sa perché se
>>> non
>>> perché le
persone desiderano essere come lui.
>>>
>>> mi
spiace la divagazione, spero non vi abbia troppo annoiato,
a
>>> mia
>>> parziale discolpa ho approfittato di
quest'ora di ritardo per
>>> leggere e
>>>
scrivere, perché i treni sono stranamente in ritardo di
60-120
>>> minuti
>>> oggi per un guasto fra
Napoli e Roma (se il ministro "competente"
>>>
non
>>> darà nuovamente la colpa ai lavoratori inetti, forse
riconoscerà
>>> di
>>> esser troppo impegnato a
buttare risorse nel necessarissimo ponte
>>>
fra
>>> Scilla e Cariddi, per entrare nella storia delle
idiozie più
>>> nocive, per
>>> poter badare ai
treni di linea)
>>>
>>> buona
giornata
>>>
>>> k.
>>>
>>> PS: filosofia e tecnica nell'approfondimento a
tecnologie
>>> conviviali:
>>> https://www.eleuthera.it/materiale.php?op=2585#FilosofiaETecnica
>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>> A presto,
>>>>
>>>>
A
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>> ----- Original Message -----
>>>>
From: Giuseppe Attardi
>>>> To: nexa@server-nexa.polito.it
>>>> Cc: nexa@server-nexa.polito.it
>>>> Sent:
Monday, January 13, 2025 9:27 AM
>>>> Subject: Re: [nexa]
In a mirror
>>>>
>>>>
>>>>
Temo che non siamo d’accordo sul significato di
>>> “neutrale”
per una tecnologia.
>>>> I LLM calcolano una funzione (la
distribuzione di
>>> probabilità della prossima parola),
pertanto sono altrettanto
>>> neutrali di una tabella di
logaritmi.
>>>>
>>>> Non è neutrale l’uso
che se ne fa, esattamente come una
>>> tabella dei logaritmi
usata per il calcolo delle traiettorie dei
>>> proiettili non
lo è.
>>>>
>>>> Quindi ribadisco che si
deve distinguere tra la tecnologia
>>> (LLM) e i suoi utilizzi
(chatbot, Predictive AI, ecc.).
>>>>
>>>>
Tutta la discussione su come vengono allenati e prodotti i
>>>
vari LLM non inficia la neutralità della tecnologia. Se le
>>>
tabelle dei logaritmi venissero fatte calcolare da degli
schiavi
>>> sottopagati o se usano per base 10, incorporando
un bias
>>> tradizionale sulla scelta della numerazione, le
tabelle stesse
>>> rimarrebbero neutrali.
>>>>
>>>> Tornando all’analogia di Alfredo, un coltello è
neutrale e
>>> può essere usato in tanti modi, più o meno
utili o disdicevoli.
>>> Ci sono varie fogge di coltelli, così
come ci sono tanti diversi
>>> LLM, ciascuno prodotto secondo
i gusti di qualcuno.
>>>> Il fatto che ad alcuni non
piacciano certi modelli (di
>>> coltello) o si critichi come
il coltello è stato progettato e
>>> realizzato, ancora non
riguarda la tecnologia dei coltelli in sé.
>>>>
>>>> I primi LM che facevo costruire 15 anni fa ai miei
studenti
>>> erano ad esempio allenati sul corpus delle opere
di Shakespeare:
>>> serviva a dimostrare come fossero in grado
di acquisire la lingua
>>> e lo stile di Shakespeare. Poi lo
si faceva sugli articoli del
>>> WSJ, mostrando che imparavano
un altro linguaggio. Era quindi una
>>> tecnologia neutra
rispetto al linguaggio.
>>>>
>>>> Che poi
tutto sia condizionato dalle nostre esperienze e dal
>>>
contesto in cui operiamo è talmente ovvio che non serve
>>>
ribadirlo, né attribuirlo in particolare a un singolo
aspetto
>>> della nostra realtà.
>>>>
>>>> —
>>>>
>>>>> On 9
Jan 2025, at 18:56, nexa-request@server-nexa.polito.it
>>>
wrote:
>>>>>
>>>>> From: Giacomo
Tesio <giacomo@tesio.it>
>>>>> To: nexa@server-nexa.polito.it, Giuseppe
Attardi
>>> <attardi@di.unipi.it>
>>>>> Subject:
Re: [nexa] In a mirror
>>>>> Message-ID: <FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4@tesio.it>
>>>>>
Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
>>>>>
>>>>> Ciao Giuseppe,
>>>>>
>>>>> speravo davvero che intervenissi!
:-)
>>>>>
>>>>> Il 9 Gennaio 2025
11:58:04 UTC, Giuseppe Attardi ha
>>>
scritto:
>>>>>>
>>>>>> 1. I LLM
vanno distinti dai ChatBot, che sono una delle
>>> loro
tante
>>>>>> possibili
applicazioni.
>>>>>
>>>>> Vero, ma il
"riassunto" dalla cui critica è partito questo
>>> filone
di
>>>>> discussione è stato realizzato da un chatbot
(chatgpt) cui
>>> si è fatto
>>>>>
riferimento come un "chi". Non trovi allarmante tanta
>>>
alienazione?
>>>>>
>>>>> La
distinzione fra chatbot e LLM rimane informaticamente
>>>
valida in
>>>>> generale, ma non credo fosse rilevante
per il dibattito
>>> perché né
>>>>> chatbot
né LLM esprimono alcuna forma di intelligenza.
>>>>>
>>>>>> Gran parte delle critiche riguardano appunto
i chatbot
>>>>>> (allucinazioni, superficialità,
ecc.).
>>>>>
>>>>> Perché
costituiscono la base della narrazione allucinata
>>> che
domina
>>>>> il dibattito informatico attuale,
determinando scelte
>>> politiche,
>>>>>
economiche ed educative altrettanto allucinate.
>>>>>
>>>>>
>>>>>> I LM sono
decisamente una tecnologia neutra
>>>>>
>>>>> Solo nel mondo della fantasia,
Giuseppe.
>>>>>
>>>>>
>>>>> Nella realtà, i LLM sono prodotti a partire da
testi che
>>> sono
>>>>> culturalmente e
storicamente situati.
>>>>>
>>>>> Già
solo per questo semplice fatto, nessun LLM reale può
>>>
essere
>>>>> "neutro". Ricorderai certamente le critiche
pretestuose con
>>> cui fu
>>>>> accolto
Minerva l'anno scorso. [1]
>>>>>
>>>>> Poi c'è l'attività di programmazione statistica
che parte
>>> dalla scelta,
>>>>> fra tutti
i testi disponibili, di quelli da utilizzare e di
>>> quelli
da
>>>>> scartare.
>>>>>
>>>>> A valle di un'accurata attività di selezione e
rinforzo, i
>>> "modelli"
>>>>> producono
output "politicamente corretto", quale che siano
>>>
gli
>>>>> obiettivi politici dei programmatori, dal
legittimare il
>>> proprio
>>>>> software
agli occhi dei moralisti statunitensi, difendere
>>> il
proprio
>>>>> modello di business o cancellare piazza
Tiananmen dalla
>>> storia [2]
>>>>>
>>>>> E spero tu non creda davvero che i modelli di
Google, Meta
>>> o Open AI
>>>>> siano in
alcun modo "neutrali".
>>>>>
>>>>>
>>>>> Dunque anche se l'idea di LLM non fosse
intrinsecamente
>>> orientata
>>>>>
politicamente (e lo è), lo sono tutti gli LLM
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