08.06.2013
Quello scambio fra libertà e sicurezza
JUAN CARLOS DE MARTIN
Per capire il senso delle
rivelazioni di questi giorni, è opportuno
fare un passo indietro, fino ai campus
americani di metà Anni 60. Allora, a
Berkeley e altrove, gli studenti
protestavano contro una macchina che per
loro era il simbolo del Sistema che volevano
riformare, ovvero, il computer. Nato durante
la Seconda Guerra Mondiale, infatti, il
computer era rapidamente diventato una delle
macchine cardine della Guerra Fredda.
Cardine perché strumento in grado di
effettuare i calcoli balistici e scientifici
necessari a garantire la supremazia militare
americana. E cardine perché il computer
consentiva di padroneggiare, tramite
l’acquisizione e l’elaborazione di
informazioni, sia lo scacchiere
internazionale, sia, in parte, la società.
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