Beppe, Io invece credo che la funzione di coordinamento sia eminentemente politica e quindi vedo lo strumento dell'Agenzia più appropriato per esercitare una funzione operativa. Di norma una Autorità esercita una funzione di monitoraggio come terza parte, o di "produttore" di linee guida e di atti di indirizzo. Concordo con l'esigenza di una maggiore diffusione delle buone pratiche anche se rimango scettico sulla possibilità di un esterno "distaccato" presso una PA di incidere su scelte e su processi gestiti da un dirigente che ne è responsabile e forse anche freddo rispetto al cambiamento. Quanto alla persona di Stefano ovviamente la vedo perfettamente idonea ad un ruolo di Direzione ma ricordiamoci che già adesso ha un ruolo di indirizzo che forse predilige. Saluti Giorgio Inviato da iPhone
Il giorno 31/mar/2015, alle ore 19:46, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Visto appunto l'emendamento costituzionale Quintarelli (117.r), adesso è lo stato che ha la responsabilità del coordinamento informatico. Per metterlo in atto bisogna stabilire a chi assegnare il compito: Quintarelli mi pare il candidato naturale.
Meglio Autorità che Agenzia.
Suggerisco però che si adotti una strategia diversa per la diffusione delle soluzioni. Invece che imporre normative e obblighi: si potrebbe tentare un approccio alla rovescia, che premia chi mostra capacità di adottare innovazione e contribuire attivamente alla diffusione delle best practice. Si tratterebbe di istituire dei premi da assegnare a funzionari ed amministrazioni che si distinguono in questo campo raggiungendo traguardi significativi.
Un altro incentivo è attraverso l'incentivi al personale di passare periodi di congedo sabbatico presso altre amministrazioni al fine di insegnare come adottare soluzioni efficaci già provate altrove.
Infatti il miglior modo di fare trasferimento tecnologico è di trasferire le persone che sono depositari di quelle conoscenze.
Poi si può fare conto sull'effetto virale o sulla legge di Zipf, per portare verso la convergenza naturale alla soluzione più apprezzata o più nota.
-- Beppe
On 31/3/2015 18:54, Stefano Quintarelli wrote: A di Aipa e' Autorita Autorita != Agenzia non e' un problema facile. meglio agenzia (= legata a politica) o Autorita (= "indipendente") ? una barriera e' il 117.r tanti orticelli del passato e tentativi di norme per superarli che spesso hanno complicato piu' che semplificare, per sovraspecificazione, hanno le radici li'. difficile..
On 31/03/2015 18:44, mauro.fioroni@senato.it wrote: Capisco, dopo tanti anni, lo scetticismo sul ruolo di un soggetto pubblico - AIPA CNIPA DIGITPA AGID... comunque si chiami - di indirizzo/coordinamento/monitoraggio dell'informatica pubblica centrale e regionale.
Rimango però dell'idea che di un tale soggetto ci sia disperatamente bisogno.
Non è un caso che le attribuzioni e le aspettative sul ruolo di AGID nel "guidare la PA verso il digitale" ( vedi documento della PdC "strategia per la crescita digitale 2014-2020) siano enormi . I problemi sollevati quindi da Alessandra Poggiani nell'intervista sono reali. Mi chiedo solo perchè abbia accettato un anno fa in assenza di garanzie o perchè non abbia ritenuto di battersi dall'interno per far crescere AGID insieme alla PA digitale.... Ma forse le sue dimissioni possano aiutare, se questo governo, come dichiara, vuole davvero dare attuazione al documento sopra indicato....
Come manager pubblico che cerca di fare innovazione ritengo che il modello originario dell'AIPA, come autorità tecnica indipendente - e quindi meno legata alle "contingenze politiche" - sia stato quello migliore: c'è bisogno di continuità nel lavoro di indirizzo e coordinamento dell'informatica pubblica (oltre che di risorse). Linee guida, standard di riferimento e priorità strategiche devono avere uomini e strutture adeguati e stabili per poter essere realmente di supporto alle amministrazioni impegnate nei processi di innovazione. Gli stessi progetti strategici indicati nel documento del governo sopra indicato (SPID, Banda Larga, Anagrafe Digitale, Sanità e scuola digitale, etc...) richiedono un AGID che oggi rischia di non farcela.....
Mauro Fioroni
Da: Dario De Jaco <dario.dejaco@libero.it> Per: Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> Cc: nexa@server-nexa.polito.it Data: 31/03/2015 17.48 Oggetto: Re: [nexa] Un'intervista interessante Inviato da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it ------------------------------------------------------------------------
Si chiamava AIPA, l’agenzia di cui proponi l’istituzione. All’inizio sembrava avere qualche effetto, quando i tentativi di riforma noti come Leggi Bassanini (quinto o sesto glorioso e vano tentativo di riformare la PA) andavano per la maggiore. Poi i Ministeri riuscirono a svuotarne le capacità, relegandola (magari anche con una qualche propria specifica responsabilità) ad un ruolo praticamente accademico, senza alcun effetto su uno sviluppo coerente tra ICT e riorganizzazione. E giù a discutere di metodi di interconnessione sempre più astratti e stratosferici, senza che nessuno avesse voglia di condividere una qualsiasi cosa con chiunque altro. Le Regioni e gli Enti locali stettero a guardare, costruendosi una propria struttura specifica, inutile anch’essa.
Ho speso trentatré anni nell’Informatica per la PA, e sono giunto alla conclusione che, ohimè, c'è proprio poco da fare.
Il giorno 31/mar/2015, alle ore 17:12, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Sono completamente ignorante del funzionamento e delle dinamiche di PA, ministeri e agenzie.
Ma ragionando ad alta voce mi verrebbe di suggerire questo.
Forse andrebbe smantellato tutto e andrebbe creato solo un comitato di indirizzo che stabilisce linee guida, best practice, dà un aiuto a impostare le gare, svolge test e verifiche sulle soluzioni, stabilisce obiettivi misurabili e verifica il loro raggiungimento, promuove e premia lo scambio (di persone, di tecnologie), ecc.
Andrebbe affidato a un comitato di esperti il compito di ridefinre i ruoli delle amministrazioni, delle partecipate, delle aziende, dei ministeri, degli operatori, di Agcom in una strategia moderna per l'Italia digitale.
Non possiamo restare in balia da una parte delle multinazionali e dall'altra delle lobby e dei potentati nazionali. Bisogna invece dare spazio alle energie creative, che come diceva Schumpeter sono innanzitutto distruttive.
-- Beppe
On 30/3/2015 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
From: luca menini<menini.luca@gmail.com> To: Giovanni Bruno<gbruno@regesta.com> Cc: Lista Nexa Center<nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] Un'intervista interessante Message-ID: <CAH=c3OOq3oJSZVPq02=cZ5sVjDWxYtnfPF_sw2UAms66e7V+Ng@mail.gmail.com> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
Il 29 marzo 2015 17:10, Giovanni Bruno<gbruno@regesta.com> ha scritto:
>In capo all?Agid, nata nel 2012 per ereditare le competenze di DigitPa e >dell'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione, ricadono >sia compiti operativi, relativi alla realizzazione degli indirizzi >governativi in materia digitale e alla vigilanza sui risultati, sia compiti >di indirizzo e di promozione. > Anche visto com'e' andata negli ultimi 5 anni, siamo proprio sicuri che l'AgID serva? Non sarebbe meglio "eliminarla", proprio come le Province?;-)
Ciao luca
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