mentre noi qui giustissimamente discutiamo di questioni complesse, teoriche, di principio, [tutte qualifiche altamente positive per me, sia chiaro] a proposito dei sistemi di IA e dei chatbot, là nel mondo non nexa si pensano e si pubblicano con notevole arroganza queste cose
La sfida investe, in primo luogo, scuola e università, che davanti all’impatto dell’Intel-
ligenza artificiale e dei linguaggi generati da reti, come ChatGPT di OpenAI, non devono
arroccarsi nel piagnisteo da ultimo barone ex cathedra, “che fine faranno compiti a ca-
sa e tesi di laurea?”. Sapere è potere sostiene, al contrario, che «strumenti come ChatGPT
cambieranno totalmente il processo di apprendimento, perché con un’interfaccia con-
versazionale potremo ottenere una risposta efficace nella forma che preferiamo, per
qualsiasi questione.
(fonte: «la Repubblica», 26 aprile, pag. 33, Gianni Riotta, "Dialogo tra un monaco e uno startupper")

trovo terrificante che persone non zotiche scrivano (di) libri in cui si afferma che "da chatGPT attenderemo risposte" !!!.
il tutto condito con arroganza stupida (ma esiste un'arroganza intelligente?) perché avere preoccupazioni specifiche per la "scrittura di testo" ad opera di sistemi di IA non significa essere un barone: vedi ad esempio Marco Calamari che certo non fa un "piagnisteo da ultimo barone ex cathedra" quando ha scritto su queste preoccupazioni ieri in Zeus News (Vivere con l’IA: la scrittura, https://www.zeusnews.it/n.php?c=29800).

mi chiedo se, al di là di interventi ad hoc (chessò, scrivere a Riotta e agli autori del libro; ma intanto il libro è uscito e sarà letto avidamente) di cui temo che siano irrilevanti, si possa fare qualcosa nella società per contrastare questo culto del cargo.

Maurizio

25 aprile 2023

Maurizio Lana - 347 7370925