Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
QUIC ha caratteristiche interessanti.
Sì ma nulla di nuovo, stanno usando gli standard come sono sempre stati usati: uno degli N modi creativi di creare barriere commerciali all'ingresso, anche a rischio di favorire monopoli. Cominciamo a BUTTARE VIA un po' di standards, vecchi orpelli di una cultura del controllo incompatibile con un sano sviluppo della civiltà digitale che ci meritiamo. La comunità del software libero dovrebbe disilludersi, in merito agli standards. Detto in altro modo: «Open standards make sense wherever proprietary software does.» :-O [...]
Stanno perseguendo la visione egemonica di Java, ma on-steorids: vogliono spostare sul Web (ha ancora senso chiamarlo così?) TUTTO.
Dai video giochi, al CAD, fogli di calcolo, word processing, entertainment, interfacce IoT, IDE per programmare... TUTTO.
Questo ormai mi pare chiaro da anni: trasformare il browser nell'unico motore di esecuzione dei *programmi* usati dagli utenti invece che in *una delle* interfacce ai contenuti sul web, come sarebbe sano che fosse. Hanno cominciato col JavaScript, hanno visto che funziona alla grande per il tracking e ci hanno preso gusto, esagerando come al solito. Già da tempo considero il browser come il software più compromesso che gira sulle mie macchine, 'mo che arriva WebAssebly a manetta dovrò **per forza** confinarlo in una virtual machine con privilegi minimi (avrei già dovuto farlo), praticamente usa e getta :-D …e pensare che TUTTO deriva SOLO ed ESCLUSIVAMENTE dal fatto che non è possibile accedere a Internet, e quindi al web, in modo anonimo [1]: mettere in pista tutto questo circo per profilare gli utenti sarebbe impossibile. Per fortuna GAFAM non è ancora riuscita a comperarsi proprio tutto il cucuzzaro e qualche hacker con la voglia di esplorare nuovi modi di rompere le scatole riuscirà sempre a scrivere software sano, anche a costo di tornare (quasi) a Gopher: https://gemini.circumlunar.space/ --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Gemini is a new, collaboratively designed internet protocol, which explores the space inbetween gopher and the web, striving to address (perceived) limitations of one while avoiding the (undeniable) pitfalls of the other. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- D'altronde «it's a long way to the top if you wanna rock and roll» [...]
Controllando (e personalizzando!!!) il software che eseguiamo, i contenuti che consumiamo e le nostre comunicazioni...
Io speriamo che me la cavo. Ciao, Giovanni. [...] [1] per essere chiari: significa che TERZI non possono nemmeno sapere che io e Giacomo siamo connessi e ci stiamo scambiando pacchetti di rete. -- Giovanni Biscuolo