Quante splendide domande, Luca! On 29/04/2019, Luca Debiase <luca@debiase.com> wrote:
... l’etica viene prima della legge… Aiutiamoci a discernere che cosa questo significhi. Sta diventando strategico e decisivo…
Non lo è sempre stato (almeno in teoria)? Magari ne stiamo solo diventando consapevoli? Ad esempio la nostra Costituzione richiede che il Parlamento sia composto di persone di grande statura etica e morale. Art. 67. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Art. 68. I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. ... Inoltre "L'Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro" PRIMA. "La sovranità appartiene al popolo" POI. Quanto poco questo corrisponda alla realtà è dolorosa misura della scarsa applicazione della Costituzione lungo decenni di Politica evidentemente eversiva. Inoltre la società è sempre composta da esseri umani e gli esseri umani applicano sempre un'Etica che guida il loro agire individuale. I limiti imposti dalla legge sono esterni e per lo più passivi (almeno in una Democrazia), quelli posti dall'Etica sono interni ed attivi. L'Etica ci dice COSA FARE ancora prima di dirci COSA NON FARE. La Legge bisogna applicarla dall'esterno con la persuasione e con la forza, impedendo o punendo le violazioni (che anzitutto bisogna individuare e comprendere). L'Etica, quale che sia, si applica da sé. Dunque fra una forza interna propulsiva e una forza esterna restrittiva è ovvio che la prima possa facilmente prevalere. Quanto meno laddove la Legge non viene imposta attraverso un controllo sufficientemente autoritario (in un Totalitarismo). Il problema è QUALE Etica?
Ci sono tanti modi per oltrepassare la legge sentendosi nel giusto. Ma come si fa a essere nel giusto? Esiste un modo per discernere?
Individualmente, no. Chiusi come siamo all'interno delle nostre limitate menti, non abbiamo modo di scegliere un Etica che sia Giusta(TM) perché sia l'Etica che la Giustizia sono costrutti della nostra mente. Possiamo scegliere un'Etica COERENTE con dei valori fondamentali. E possiamo rendere espliciti questi valori fondamentali, esprimerli e confrontarli, ragionare razionalmente sulla loro sostenibilità ambientale e sociale etc... A quel punto possiamo analizzare insieme razionalmente questi valori e le etiche che ne derivano e scegliere quali sono più adatti a sostenere l'esistenza della popolazione di riferimento. A quel punto, possiamo definire Giusta un Etica che minimizza le tensioni interne della popolazione nel lungo periodo anche a costo di destabilizzarla nel breve.
Un americano che ammazzi la gente per difendere la sua proprietà si comporta in modo legale. Un italiano nelle stesse condizioni aspetta la nuova legge di Salvini per avere le stesse “certezze” (e non le avrà). Ma lo sconfinamento della legge per l’italiano che non aspetti Salvini e spari è giusto o sbagliato?
L'assassino adotta un'Etica fondata sul valore ultimo dell'oggetto, sulla cosa posseduta, tanto da uccidere un altro uomo per essa. Possiamo anzitutto chiederci se sia razionale. Le cose si rompono, ma d'altro canto le persone prima o poi muoiono comunque. Però le cose si possono sostituire con altre cose uguali, le persone no. Dunque questa etica antepone risorse rinnovabili (le cose) a risorse non rinnovabili (le persone), il che non sembra molto razionale. Possiamo poi chiederci se sia Giusta secondo la definizione suddetta. Uccidere un ladro minimizza le tensioni sociali? A guardare gli Stati Uniti si direbbe di no. Permette però offrire un vantaggio evolutivo ai ladri più violenti, quelli che adottano la medesima Etica dell'assassino che protegge le proprie cose i quali si doteranno di armi migliori e spareranno per primi. Dunque secondo la definizione suddetta, l'Etica che sacrifica la vita umana per le cose non è solo irrazionale, ma ingiusta.
Ho alcuni punti di riferimento.
Anche io. Ciascuno di noi li ha. ;-)
Quando Gandhi infrange la legge in modo non violento e raggiunge l’indipendenza dell’India dall’impero britannico fa bene, in assoluto.
Non fa bene "in assoluto", fa bene alla popolazione dell'India. E forse anche alla popolazione del pianeta, mostrando la forza dell'intelligenza.
Come Rosa Park.
Caso più interessante. Direi che l'Etica seguita da Rosa Park sia stata Giusta (secondo la definizione suddetta) non solo per la popolazione di colore degli Stati Uniti, ma anche per i bianchi (e di nuovo per tutto il mondo).
Lui, infrange la legge, ma si sente nel giusto ed è nel giusto perché adotta un mezzo non violento e ha uno scopo umanamente importante (la libertà).
"Umanamente importante", condivido. Possiamo dire che la popolazione di riferimento della Giustizia è l'umanità intera? Per questo, ex-post, definiamo giusta l'azione di Gandhi o Rosa Park
Quando si usa un mezzo violento per ottenere uno scopo giusto (Malcom X) o un mezzo giusto per uno scopo meno chiaramente condivisibile (mettiamo il caso dell’indipendenza della Catalogna) che cosa fa fede?
In generale lo scopo è una proiezione futura ed incerta, l'Etica guida l'azione presente e reale. Giustificare una azione contraria all'Etica che si dichiara con un obbiettivo remoto nel tempo va sempre guardato con sospetto tanto maggiore quanto maggiore è lo iato. Se uccido oggi per proteggere (forse) la vita di domani, non sto applicando un Etica incentrata sul valore della Vita (ed è saggio chiedersi quali valori stia applicando in realtà). In altri termini, il mezzo sta al fine come il seme sta al frutto.
E tutto quello che riguarda le guerre di religione non finisce per sconfinare in questa difficoltà? Se il radicale islamico pensa che il “libro” del profeta sia più legittimo della legge democratica che regola l’iraq dopo la guerra americana ha ragione o torto?
Il punto del mio ragionamento è proprio che l'etica individuale è giudicabile solo in termini aggregati. In termini individuali, ogni Etica è equivalentemente valida. Questo perché a livello individuale ci si scontra con il primo Teorema di incompletezza di Gödel: non posso determinare se un informazione è vera o falsa sulla base di altre informazioni che possono essere vere o false.
Non può essere quello che pensa la maggioranza. Non può essere quello che dice la costituzione. Forse valgono le dichiarazioni dei diritti umani? Queste sono frutto di una cultura illuministica, ma molti oggi la mettono in discussione…
Credo che questo processo avvenga già automaticamente nell'uomo da sempre, ma in modo inconsapevole ed intuitivo. La Moralità che l'Etica esprime e la Coscienza che la ispira, potrebbero considerarsi come sublimazioni consapevoli di processi inconsapevoli, selezionati attraverso milioni di anni di evoluzione in un ambiente ostile dove la sopravvivenza dell'uomo era fortemente basata sulla collaborazione. Peraltro, rendere questo processo consapevole ed esplicito, analizzarlo con gli strumenti dell'Informatica, potrebbe certamente portare grandi vantaggi all'umanità, ma non è immune da rischi, perché rendere l'Intuizione comunicabile, renderla Informazione, vuole anche dire renderla manipolabile.
Temo che rispondere a queste domande sia urgente. Può darsi che nel prossimo futuro dovremo sapere che cosa è giusto indipendentemente dalle leggi che i governi potenzialmente autoritari ma democraticamente eletti faranno.
In assenza di meglio, suggerisco di continuare a basarsi sulla propria Coscienza. Un giorno potremmo scoprire che la razionalità è molto meno logica di quanto sembra e la morale molto più logica di quanto non appaia.
Non vado oltre per non intasare la lista..
Non credo che i pochi megabyte che scambiamo qui inquinino tanto... :-D Giacomo