grazie, sono le stesse cose che mi sono chiesto io quando è stato deciso il passaggio della nostra posta universitaria a Gmail. anche in questo caso, come in molti altri, le parole chiave sono "ridurre i costi" e "esternalizzare". e probabilmente anche una sottovalutazione, da parte dei decisori, del significato della posta elettronica: se non sei competente, tutto il bailamme mediatico sui social media ti fa pensare che la posta elettronica sia ormai una cosa irrilevante. il che ancora una volta rimanda alla grande questione di come fare in modo che i decisori abbiano competenza sulle linee portanti delle principali questioni del digitale. Maurizio Il 04/03/22 12:00, Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it> ha scritto:
Message: 1 Date: Fri, 4 Mar 2022 11:59:21 +0100 From: Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it> To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] Fornitore e-mail e "affidabilità" Message-ID: <9cf37eb0-19c3-b979-5c22-b7138b6cc730@verzulli.it> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
Aggiungo una considerazione che prima mi era sfuggita. Notavo questo passaggio :
====================================================== Il 04/03/22 11:02, maurizio lana ha scritto:
la questione è: c'è un fornitore email di cui ci si possa fidare? [...] Maurizio Lana Dipartimento di Studi Umanistici Università del Piemonte Orientale ======================================================
Notavo l'ultima riga: "Universita' del Piemonte Orientale"
Siamo talmente assuefatti al concetto che l'affidabilita' debba necessariamente essere trovate _ALTROVE_, che ormai trascuriamo il fatto che un docente di un Ateneo ha a disposizione le infrastrutture dell'Ateneo. Che non sono "banali". Anzi.
Un ottimo punto di partenza, quindi, potrebbe essere: "trovo l'affidabilita' nelle infrastrutture del _MIO_ Ateneo".
Ora, il caso vuole che l'Universita' del Piemonte Orientale abbia deciso di gestire la posta di "@uniupo.it" su Google...
Ma non è sempre stato cosi'. Ed il procedimento è _CERTAMENTE_ reversibile.
Allora sono io che faccio una domanda: "perche' UniUPO ha scelto di abbandonare la propria infrastruttura di posta, migrandola a Google?"
Chi ha preso quella decisione? E perchè?
È stata una decisione passata in CdA? (...credo di si). Qualcuno si è posto il problema che, forse, era un tema anche "da Senato"? E come se ne è discusso? Relegandola unicamente ad un "noioso problema tecnico", necessario per ridurre il carico di lavoro del locale ufficio tecnico? Perche' queste sue riflessioni non sono state oggetto di discussione? Perche' non c'e' (stata) quella "sensibilita'" di cui, invece, lei oggi sente l'esigenza? E' un problema "solo suo"? E' un problema che condivide con altri suoi colleghi?
Non sono domande "provocatorie", le mie. Vogliono essere solo un invito a considerare _TUTTI_ gli elementi che hanno portato ad una determinata decisione, e valutarli da un punto di vista nuovo (ossia quello che ha scatenato questo thread).
Mi scuso in anticipo se il tono della mia mail puo' apparire aspro. Non vuole esserlo. È soltanto lo scritto di qualcuno che --da anni-- ritiene l'infrastruttura di Posta Elettronica pubblica (specie quella degli Atenei), l'emblema dello stato di degrado nel quale versa l'ICT pubblico e, al tempo stesso, uno dei pochissimi punti dai quali --se lo si vuole-- "ripartire".
------------------------------------------------------------------------ |mural of Giulio Regeni in Mohammed Mahmoud Street, Cairo the source is https://alwafd.news/images/thumbs/752/new/027f918bb62bf148193d5920ca67ded7.j... the meaning of the place https://www.bbc.com/news/world-middle-east-20395260| ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Dipartimento di Studi Umanistici Università del Piemonte Orientale piazza Roma 36 - 13100 Vercelli tel. +39 347 7370925