Carissimi, se ci fosse un giuslavorista in lista disponibile a _rianimarmi_ gliene sarei estremamente grato, rischio di rimanerci secco (dal punto di vista della cittadinanza :-) ) https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/23/coronavirus-fase-2-attenzione-al... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- È notizia di questi giorni che la Ferrari adotterà, in previsione della riapertura dei propri stabilimenti, un Piano post emergenza sanitaria, denominato “Back on track”, che garantirà, secondo quanto dichiarato dall’azienda, la continuità dei processi produttivi nel rispetto del diritto alla salute e alla privacy dei propri dipendenti. Con specifico riferimento alla privacy, il piano prevederà uno screening dei dipendenti su base volontaria, con esami del sangue diretti a verificare il loro stato di salute in relazione all’eventualità di un possibile contagio da Coronavirus, estendibile ai familiari e ai conviventi dei lavoratori, oltre alla successiva possibilità, per ciascun collaboratore, di servirsi di una App che garantirà la tutela dei dipendenti mediante il tracciamento dei contatti dei singoli lavoratori. [...] Pur in mancanza di ulteriori dettagli tecnici che consentano di esprimersi sulla conformità del piano Back on Track alla normativa sulla protezione dei dati personali, l’annuncio sopra riportato offre comunque lo spunto per alcune brevi riflessioni. [...] L’obiettivo, tra gli altri, è quello di evitare che le aziende arrivino a disporre, direttamente o indirettamente, di informazioni dei propri dipendenti inerenti allo stile di vita, alle patologie in corso, alla predisposizione genetica a contrarre malattie, alla possibilità di procreazione etc. Pertanto, nella predisposizione dei modelli organizzativi necessari ad affrontare la crisi sanitaria, i datori di lavoro dovranno attenersi scrupolosamente ai principi stabiliti dalla legge. [...] Va detto, inoltre, che il datore di lavoro, in qualità di titolare del trattamento, è responsabile nei confronti dei propri dipendenti non solo per i trattamenti illeciti svolti nell’ambito della propria organizzazione aziendale, ma altresì per quelli svolti da enti esterni nominati a farlo per suo conto, i quali, non di rado, sono enti privati che hanno nella data analysis il proprio core business. [...] il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati ha affermato che il consenso non può essere considerato espressione di una volontà libera, poiché il diniego del lavoratore “potrebbe causare allo stesso un pregiudizio reale o potenziale”, suggerendo invece di valutare quale base legale del trattamento, tra l’altro, il ricorso a disposizioni normative o contrattuali (Opinion 2/2017). [...] le uniche disposizioni autorizzative di trattamenti di dati dei lavoratori finalizzate al contenimento del contagio sono quelle contenute nel Protocollo sottoscritto dal Governo e dalle parti sociali il 14/3/2020, le quali si limitano a prevedere la facoltà (obbligo, in ipotesi di cantieri edili) per il datore di lavoro di rilevare la sola temperatura corporea dei dipendenti. Si versa pertanto in una fase particolarmente caotica e mutevole dell’emergenza, [...] [...] Ciò anche al fine di consolidare un metodo di contenimento del virus nei luoghi di lavoro efficace ed uniformemente applicabile in ogni azienda, pur con i necessari adattamenti alle singole realtà produttive, evitando nel contempo che i dati dei cittadini e dei lavoratori divengano valore di scambio per il soddisfacimento di interessi privati. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- https://corporate.ferrari.com/it/back-track-il-progetto-di-ferrari-tutelare-... [1] --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Maranello, 8 aprile 2020 – Ferrari presenta il progetto “Back on Track” (“Torna in pista”), nato dalla collaborazione con un pool di virologi ed esperti e patrocinato dalla Regione Emilia Romagna, che ha come obiettivo la sicurezza dell’ambiente di lavoro al riavvio della attività produttiva, anche in riferimento alla diffusione del Covid-19. [...] La fase successiva prevede uno screening dei collaboratori Ferrari, su base volontaria, con esami del sangue mirati a verificare il loro stato di salute in relazione alla diffusione del virus. Tale screening porterà a definire un primo quadro dello stato sanitario della popolazione aziendale analizzata. Si prevede poi l’allargamento del servizio alla “Comunità Ferrari”, ovvero ai familiari conviventi dei collaboratori, qualora interessati, e al personale dei fornitori presente in Azienda. Nell’ultima fase si offre l’opportunità a ciascun collaboratore di servirsi di una App, per avere un supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del virus. Il mantenimento dello stato di salute della popolazione che aderisce al progetto sarà supportato dal tracciamento dei contatti delle singole utenze grazie alla medesima App, nel rispetto della privacy individuale grazie a una sua gestione esterna ed estranea a Ferrari. Pertanto, in caso di positività al Covid-19 di un utente, i suoi contatti potranno essere ricostruiti dalla App. [...] L’Azienda fornirà inoltre un servizio di assistenza sanitaria e psicologica, telefonica e domiciliare, alle proprie persone. In caso di positività al Covid-19, verrà loro messa a disposizione una copertura assicurativa specifica oltre a un alloggio adatto all’autoisolamento, con assistenza medica e infermieristica a domicilio e supporto di materiale sanitario (quali medicinali, ossimetro e, nel caso di emergenze, ossigeno). --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- I "dati personali" oggetto di trattamento sono quelli relativi allo stato di salute delle persone, non dati personali qualsiasi: non ho dubbi che in questa lista il contesto sia chiarissimo a tutti. Il solo fatto che ci sia bisogno di ribadire l'ovvio è imbarazzante e me ne scuso... Ma è poi davvero così ovvio o ogni volta dobbiamo far finta che in queste cose ci sia da ripartire praticamente da zero _solo_ perché c'è di mezzo una "App magica" o altro fenomeno analogo di soluzionismo digitale?!? Davvero l'uso distorto della tencologia ci autorizza a far finta che sia tutto nuovo? Quelli che anche solo _pensano_ di risolvere le cose in questo modo - come pensa la Ferrari (dice pure d'accordo con la regione Emilia Romagna!) - sono dei dilettanti allo sbaraglio; purtroppo hanno un discreto potere essendo datori di lavoro e _per_questo_ non bisognerebbe nemmeno permettergli di dirle certe cose, men che meno ovviamente di applicarle. Così si genera una insostenibile confusione e si alimenta un conflitto sociale (in tempi andati si sarebbe chiamato di classe) del quale oggi faremmo tutti volentieri a meno. O no? Non voglio credere che ci sia ancora qualcuno che vuole un conflitto del genere. La domanda è semplice semplice: è così che si gestiscono le procedure di contact tracing epidemiologico (che non è nato ieri)?!? Altra domanda semplice semplice: i cittadini, lavoratori e non, che non sono nella “Comunità Ferrari” o analoga, che tipo di trattamenti preventivi o di cura e isolamento riceveranno? I trattamenti sanitari adeguati sono un benefit aziendale coperto da adeguata assicurazione sanitaria integrativa, come il dentista? Basta, basta, basta! Quello che stiamo affrontando è una cosa molto seria: prego astenersi perditempo, bricolour del trattamento dei dati e apprendisti stregoni! Saluti, Giovanni. [1] quin in EN https://corporate.ferrari.com/en/back-track-ferraris-project-protect-health-... -- Giovanni Biscuolo