Un interessante esercizio di data science sarebbe quello di calcolare il rapporto tra il numero di studi, petizioni, appelli, lettere aperte et similia che abbiamo rivolto alla classe politica sul tema digitale nella sfera pubblica negli ultimi 30 anni e i risultati concreti che si sono ottenuti. Credo però che potremmo conoscere questo rapporto senza scrivere una riga di python. Con questo non voglio dire che l'appello al governante sia inutile, ma forse oggi si fa più politica sviluppando una piattaforma aperta o mettendo un dataset nell'open data.
La questione della piattaforma per la didattica della scuola pubblica rappresenta un caso emblematico su cui si può sperimentare, come comunità, un approccio politicamente efficace. Sono d'accordo con chi dice che la questione non si riduce a quella dell'open source. Da una parte, molte tecnologie alla base dei monopoli big tech sono open, dall'altra sarebbe un peccato veniale se per produrre documenti .odt, calcolato il 'total cost of ownership', un'amministrazione scegliesse Word.
Riportato sulla scala delle piattaforme cloud-based, il discorso dovrebbe focalizzarsi sulla specifica dei servizi software. Un privato vuole offrire una piattaforma per la didattica? Ok, lo faccia implementando una OpenAPI specificata dalla nostra scuola, e si provveda comunque a fornire quel servizio su una cloud pubblica e basato su software aperto. Poi, per un servizio pubblico offerto da privati, resterebbe il tema della protezione dei dati e della limitazione del loro uso. Tanta roba.
Insomma: forse aprire un progetto su github sarebbe politicamente più forte che inviare un appello al PdC. Potrebbe essere un buon proposito per l'anno a venire?
Comunque auguri!
Guido Vetere