Caro Giacomo, secondo me stiamo parlando di livelli di competenza diversi. Provo a sintetizzare con 2 punti: 1) in molte scuole (elementari, medie o superiori, se escludiamo alcuni istituti tecnici ed il liceo delle scienze applicate) non esiste nemmeno un docente di informatica. Quindi facciamo attenzione, in molti istituti "chi insegna informatica" è l'insieme vuoto, e non ci si può costruire sopra. Che questo sia gravissimo, concordo, ma oggi è così e dobbiamo prenderne atto. 2) le competenze tecniche "di dettaglio" necessarie all'installazione, deployment e protezione di N servizi didattici (integrati o meno), sui "cloud" attuali (non vogliamo che i servizi della scuola girino su un PC in sala docenti con Ubuntu 16.04, vero?), non sono affatto banali e sono in continua evoluzione. Essere in grado di insegnare una materia richiede certamente di padroneggiarla fino ad un certo punto, ma secondo me non fino al punto di poterla gestire in modo professionale. Io mi sentirei personalmente in grado di poter mettere in piedi una piattaforma che garantisca alcune funzionalità (scegliendo i pacchetti FOSS opportuni, e studiandone la configurazione di rete ed applicativa), ma non scalabilità e sicurezza (sono campi in cui serve conoscenza specialistica che non ho). Fulvio P.S. i docenti intraprendenti e volenterosi (i 3/1000 di cui si parlava prima) ci sono e stanno facendo miracoli per le proprie scuole. Ma se vogliamo una soluzione di sistema, bisogna fornire il supporto necessario ai 997 rimanenti. On 02/01/2021 17:12, Giacomo Tesio wrote:
Però quando scrivi:
Io aggiungerei "per fortuna" non abbiamo il docente (di matematica o informatica) o il collaboratore (magari un tecnico di laboratorio) che mette in piedi un server: se lo facesse (salvo le rarissime eccezioni che esistono, ma non fanno sistema), creerebbe un sistema probabilmente non scalabile, con problemi di sicurezza (certificati, firewall, password, protezione dei dati, ...). Installare e gestire un sistema informativo oggigiorno è molto più che far partire una VM, soprattutto se devi gestire dati sensibili ed offrire una garanzia di servizio. non mi trovi d'accordo sull'assunzione di fondo: che si possa insegnare qualcosa che non si comprende.
Non si può insegnare informatica senza essere capaci a gestire e manutenere i semplici servizi di cui necessita una scuola superiore.
Non serve una laurea per saper fare queste cose e le economie di scala si possono anche ottenere con la formazione permanente, con comunità nazionali di docenti orfanizzati per materia e ciclo etc...
Insomma, non parliamo di far partire uno shuttle.
Ben diverso è il livello che mi aspetto dall'infrastruttura IT di un Politecnico (e che nella stragrande maggioranza dei casi.. non si è dimostrata all'altezza, per la gioia di Microsoft, Google, Zoom etc...), ma quando parliamo di elementari, medie e superiori, l'ignoranza informatica di chi insegna... informatica è una delle gravi cause del problema.
Poi questo NON significa che la manutenzione IT vada aggiunta alle altre incombenze degli insegnanti, per carità.
Ma non fingiamo che insegnare qualcosa che non si conosce davvero sia normale!
Oggi certamente avremmo bisogno di inventare soluzioni simili a quelle che indicavi, per supportare la scuola.
Ma uno dei mandati fondamentali di tali enti sarebbe rendersi sempre meno indispensabili.
Chi insegna informatica deve sapere come proteggere i dati di una scuola superiore!
Poi nessuno è infallibile. Nemmeno Google. ;-)
Giacomo
-- -- Fulvio Corno <Fulvio.Corno@polito.it> Vice-coordinatore Collegio ing. Informatica, Cinema e Meccatronica <coord.icm@polito.it> Politecnico di Torino - Dip. di Automatica e Informatica C.so Duca degli Abruzzi 24, 10129 Torino (Italy) Tel: +39 011 090 7053 - Mobile: +39 335 8258621 http://elite.polito.it/corno