Appello dei ricercatori di intelligenza artificiale, robotica e informatica e discipline collegate per la messa al bando delle armi completamente autonome
Come ricercatori nei settori scientifici dell’intelligenza artificiale (IA), della robotica, dell'informatica e di altri ambiti ad essi collegati seguiamo con interesse e apprezzamento le iniziative nazionali volte a definire strategie di ampio respiro per la ricerca, la formazione, gli investimenti e l’innovazione tecnologica nell’ambito dell’IA e della robotica.
Negli ultimi decenni, la ricerca nell’IA e nella robotica avanzata ha conseguito risultati molto importanti, grazie ai quali si possono sviluppare macchine intelligenti capaci di svolgere compiti complessi in collaborazione con gli esseri umani o anche in piena autonomia da essi. Le nuove tecnologie dell’IA e della robotica possono trasformare profondamente e migliorare le nostre infrastrutture, i trasporti, la produzione industriale, i servizi pubblici, la difesa nazionale, i servizi alle imprese, le cure sanitarie e molti altri settori di grande rilevanza sociale ed economica.
Ma le opportunità tecnologiche di ogni epoca non sono mai disgiunte da grandi responsabilità morali. Siamo tenuti a guidare con intelligenza e sensibilità morale la trasformazione tecnologica in atto, individuando, prevenendo e contrastando utilizzazioni moralmente inaccettabili delle tecnologie dell’IA e della robotica avanzata.
Come ricercatori in sintonia con numerose e autorevoli voci in ogni parte del mondo, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per lo sviluppo delle armi completamente autonome. Basate principalmente sulle tecnologie dell’IA e della robotica avanzata, le armi completamente autonome sono in grado di selezionare e attaccare un obiettivo in piena autonomia, senza essere soggette a un controllo umano significativo.
Lo sviluppo delle armi autonome
costituisce una grave minaccia per il rispetto delle leggi umanitarie in guerra;
può interrompere la catena di comando e controllo, la quale consente di individuare i soggetti responsabili per eventuali crimini di guerra;
dà a delle macchine la possibilità di decidere della vita o della morte di un essere umano;
impedisce alle potenziali vittime di fare appello all’umanità condivisa degli avversari.
Eliminando il controllo umano significativo sulla legittimità degli obiettivi militari e sulle decisioni di vita o di morte, le armi autonome si collocano al di là di una linea moralmente invalicabile. Le armi autonome pongono anche nuove minacce per la pace e la stabilità internazionale, accelerando il ritmo dei conflitti e amplificando le interazioni ostili tra armi autonome oltre ogni possibilità di comprensione e controllo da parte degli esseri umani.
Come ricercatori, esprimiamo la nostra ferma opposizione alle armi autonome.
Le armi autonome sono attualmente ancora in uno stadio iniziale di sviluppo e diffusione. Abbiamo ancora la possibilità di fermare la corsa a questo nuovo tipo di armi. Ma non c’è molto tempo.
Chiediamo pertanto che il Governo e il Parlamento italiani assumano una decisa posizione contro le armi autonome nelle sedi politiche nazionali e negli opportuni forum diplomatici internazionali - a cominciare dalla prossima riunione della Convention on Conventional Weapons (CCW) che si terrà presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra dal 25 al 29 marzo 2019 - e si uniscano al nutrito gruppo di Stati e di Parlamenti nazionali che si sono già espressi in favore di un Trattato internazionale vincolante per messa al bando di questa tipologia di sistemi d'arma.