dall'articolo di Anna Masera <https://www.lastampa.it/rubriche/public-editor/2021/01/26/news/sulle-vittime-minorenni-i-suicidi-le-foto-prese-dai-social-1.39821890>di un paio di giorni fa leggo una sottotraccia molto fastidiosa. Da nessuna parte trovo espresso il dubbio che le foto pubblicate sui social media non siano di pubblico dominio, ma coperte da diritto d'autore. Stralci (enfasi mia): È *giusto* prenderle dai loro profili sui social? Nell’era dei social media, poi, sulla *scelta di prelevare le foto pubblicate sui profili personali di Facebook, Instagram, o Tik Tok* urge un dibattito all’interno della categoria e un aggiornamento della deontologia, che non ne fa cenno, è *comprensibile che i giornalisti si affidino alla ricerca delle immagini online* anziché andare a bussare alla porta dei famigliari delle vittime Parole come giusto, scelta, comprensibile, addirittura invece di parole come legale, consentito. Poi l'opinione del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, che addirittura non ha dubbi: Quando sei morto, sei morto, il diritto di cronaca prevale Ma che, veramente? In USA, vedo spesso i giornalisti chiedore permesso prima di usare contenuti di altri https://twitter.com/Kjwalsh_news/status/1353964564195528705 D'altronde sarebbe ipocrita da parte dei giornalisti invocare la tutela del diritto d'autore per i loro contenuti ma fottersene di quelli degli altri. In Italia la normativa cosa prevede? Il diritto di cronaca prevale anche sul diritto d'autore? grazie, stef