L'articolo sta circolando apparentemente come unico riferimento[1]. In realtà la riforma del copyright in Giappone risale al 2018[2] e da allora permette il text and data mining (TDM) per ogni utilizzo da ogni fonte, anche protetta da copyright. E' stata redatta per permettere lo sviluppo di nuove tecnologie come IoT, ma fa anche riferimento esplicito all'AI. A suo tempo la riforma è stata commentata anche in Europa [3]. 

La riforma permette quindi l'utilizzo di fonti protette da copyright per l'addestramento di modelli di AI. Tuttavia, come anche in altre giurisdizioni, lascia irrisolta la domanda della protezione da copyright dell'output generato da AI.[4]

Questa veloce ricerca è stata fatta con l'aiuto del mio amico Jun Miyazaki[5], esperto di innovazione tecnologica di Tokyo, con l'utilizzo di Bing Chat, e da me con ChatGPT attraverso il plugin AskYourPDF.



On Fri, Jun 2, 2023 at 10:17 AM Fabio Alemagna <falemagn@gmail.com> wrote:
Il giorno gio 1 giu 2023 alle ore 05:32 Marco Fioretti
<mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
>
> The policy allows AI to use any data “regardless of whether it is for non-profit or commercial purposes, whether it is an act other than reproduction, or whether it is content obtained from illegal sites or otherwise.”
>
> https://technomancers.ai/japan-goes-all-in-copyright-doesnt-apply-to-ai-training/

Prevedibile (e previsto) che sarebbe accaduto che almeno una nazione
avrebbe deciso di giocare la carta della competizione, ma in realtà
l'argomento secondo il quale l'utilizzo di materiale coperto da
copyright per il training di una AI non violi questo copyright è
sostenuto anche dall'altro lato del Pacifico, niente po' po' di meno che dalla
Creative Commons foundation:
https://creativecommons.org/2023/02/17/fair-use-training-generative-ai/

E, per quanto possa valere, io sono dello stesso parere.

Fabio
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