Buongiorno professore,
grazie per questa mail innanzitutto.
Dal mio punto di vista dovremmo partire da quali alternative siamo in grado di proporre, pensando che dobbiamo avanzare proposte
- pratiche e percorribili
- che funzionino offrendo lo stesso livello di servizio (o migliore) e la stessa semplicità d'uso (o migliore) dei software proprietari cui fa riferimento
- consapevoli che stiamo chiedendo (dati i primi due punti) di affrontare su larga scala l'impatto di un cambiamento ingente da implementare ( perché tutti dovrebbero passare da un ambiente che già conoscono e usano ad un altro, con menu diversi, funzionalità con altri nomi, ecc)
Se ci sarà uno spazio di dialogo sul tema, a seguire serviranno anche tutorial, formazione, stress test ecc.
Sarebbe una vera svolta, se riuscissimo a veicolarla.
Grazie ancora per lo stimolo!
Paola
-----Messaggio originale-----
Da: openeducationitalia@googlegroups.com <openeducationitalia@googlegroups.com> Per conto di Angelo Raffaele Meo
Inviato: lunedì 21 dicembre 2020 12:33
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Oggetto: [OpenEducationItalia] FreeSw e Recovery Fund
Carissimi,
da venti anni, con il vostro aiuto, mi sono battuto per promuovere il software libero, nell'interesse del nostro Paese e dei nostri figli e nipoti. La lettura del testo delle leggi sul software libero attualmente vigenti potrebbe indurci a pensare che abbiamo ottenuto qualche successo, ma i dati obiettivi ci dicono che quei risultati sono praticamente irrilevanti. Ad esempio, la capitalizzazione ossia il valore economico di uno solo dei produttori di software proprietario è
50 volte superiore a quello di FIAT Chrysler. Quasi tutte le scuole italiane usano per la teledidattica software proprietario in clamorosa violazione della legge.
Comunque, vorrei provarci ancora, per cui entro nel tema di questo mail: il Recovery Fund. Stiamo assistendo al dibattito politico sulla futura cabina di regia, ma la "conoscenza dei miei polli" mi induce a temere che, indipendentemente dal fatto che la cabina di regia sia quella di Conte oppure quella di Renzi, il Recovery Fund si tradurrà in una clamorosa opportunità di business per i soliti noti. Ad esempio, ho letto in Rete la proposta di una collaborazione con Google avanzata da un ministro.
Al contrario, il software libero potrebbe essere l'anima dei progetti che saranno finanziati dal Recovery Fund, e in particolare dei seguenti progetti: digitalizzazione 4.0 e internazionalizzazione (35,5 miliardi); pubblica amministrazione (10,1 miliardi); potenziamento didattico e diritto allo studio (10,1 miliardi); ricerca (9,1 miliardi); assistenza medica di prossimità e telemedicina (4,8 miliardi).
Per questa ragione, con la presente mail io vi propongo di scrivere collegialmente una lettera al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti in cui richiedere che non sia finanziabile il ricorso ad aziende straniere e che sia data la priorità ai progetti più importanti dal punto di vista scientifico-tecnico.
Per iniziare il nostro dibattito mi permetto di formularvi una prima
richiesta: cosa chiedereste al Governo e com quali motivazioni?
Vi ringrazio molto
Raf
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Open Education Italia: una rete che promuovere l’Educazione Aperta in Italia, intesa in senso ampio, in piena connessione con aree come Open Data, scienza aperta, partecipazione civica, e con particolare attenzione all’impatto sociale di pratiche di educazione aperta.
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