Gli ultimi scambi centrano il tema centrale del digitale, inclusa AI e sue declinazioni.
Il digitale è un linguaggio, funziona come tale e questa caratteristica emerge più volte, basta pensare ai "linguaggi" di programmazione.
Lo ricorda Guido Vetere - Vol 188, Issue 6 -
scrivendo "i LLM acquisiscono competenze linguistiche generali".
Penso di non sbagliare affermando che ne è "drammaticamente" consapevole Giacomo Tesio che, più sotto, scrive "Le mie figlie vivranno nella società che contribuiamo a creare, anche con questi dibattiti."
Sono queste convinzioni - è chiaro che possono essere sbagliate e dalle quali ognuno può dissentire - che ogni tanto ed anche ora mi spingono a chiedere l'impegno di Nexa per proporre una alfabetizzazione, educazione al digitale e col digitale.
Come si impara la lingua madre - nessuno "nasce imparato" - man mano che la si impara è bene cominciare ad imparare anche il digitale, con juicio avrebbe scritto Manzoni. Poi, come pochi diventano grandi nelle arti e nelle scienze, anche nel digitale pochi saliranno oltre il minimo, ma Giacomo ha ben spiegato - vol 188, Issue 9 - che c'è una difficoltà a trattare argomenti ma spesso (penso a me stesso ed alla quasi totalità dei destinatari del digitale) c'è la difficoltà di nemmeno intuire quanto c'è sotto la superficie.
L'educazione è lenta e difficile ma è l'unica soluzione, senza escludere tutte le altre azioni ben note a lista Nexa.
Cordialmente.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
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