On 31 Jul 2021, at 19:09, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:

tempo fa proposi di affermare il diritto per l'utente di fare opt-out dalla raccolta dati pagando una somma pari al margine per utente fatto dall'intermediario con i ricavi ad-based.

Le soluzioni individuali non bastano. Il valore del dato di un singolo è infinitesimo.
Il valore si ottiene dalla combinazione di dati di milioni di utenti.
O dalla creazione di profili relativi a milioni di persone, da usare per il targeted advertising: non è nemmeno una questione di dati personali, perché non di questi si tratta ormai con le nuove tecniche.
Lo spiega anche Paul Romer: il valore è un bene collettivo, non individuale, e come tale va protetto.
Bisogna proteggere la collettiività, non il singolo.



cmq. non basta.
ci vuole sempre portabilita' ed interoperabilita'
(anzi, neutralita', portabilita', interoperabiita')

D’accordo.
Però non è questo il problema. Il problema serio è la concentrazione di potere e gli effetti distorti sul mercato di servizi pagati dalla pubblicità.
Lo ripete anche Romer: il meccanismo di farsi pagare da terzi per il servizio che si offre è altamente distorsivo.
Da economista spiega che il mercato consiste nello scambio di merci contro denaro tra un fornitore e un acquirente.
La pubblicità esula da questo schema e produce distorsioni che sono pericolose PER LA DEMOCRAZIA.
Non `è più solo una questione tecnica o economica: è uq questione vitale di politiche sociali, come dice Moshè Vardi nella produzione per il premio Gæodel 2021.

— Beppe


ciao!, s.

On 31/07/21 19:06, Giuseppe Attardi wrote:
On 31 Jul 2021, at 13:21, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> wrote:

Ora lo dice anche il premio Nobel in Economia Paul Romer.
https://www.technologyreview.com/2021/06/14/1026207/taxing-digital-advertising-could-help-break-up-big-tech<https://www.technologyreview.com/2021/06/14/1026207/taxing-digital-advertising-could-help-break-up-big-tech>

Ha proposto tasse a crescita esponenziale che raddoppiano con ogni bit raccolto?

Se no, le Big Tech piangeranno miseria come qualsiasi miliardario
cui viene ricordato di far parte dell'umanità, ma saranno felicissime
di pagare un obolo insignificante per legittimare (ed incrementare)
il potere [1] che vengono autorizzati ad accumulare.

A questa obiezione risponde Romer verso la fine dell’intervista.
Le Big Tech strilleranno, ma si dovrà insistere spiegando che sono i cittadini con le leggi che decidono cosa è giusto fare.
La tassazione deve essere aggressiva e progressiva, arrivando fino al 70-75%, in modo da rendere conveniente alle aziende due possibili strade:
- ndividersi in aziende più piccole e abbattere le tasse
- passare a un modello ad abbonamento.
Come spiega Romer, le tasse sono utilizzate come spauracchio, non per ottenere entrate.
Siccome per ogni tassa le aziende si ingegnano a trovare modi per evitarle, la sua proposta è di fare in modo che per evitarle facciano ciò che vorremmo facessero, ossia ridurre il loro potere, la concentrazione e l’attività di sorveglianza che è necessaria per attuare la pubblicità mirata.
La proposta è elaborata in dettaglio sul suo blog:
https://adtax.paulromer.net <https://adtax.paulromer.net>
— Beppe