Se il tema della discussione è quanto il Fava rassomigli al Sopa, confesso che la mia definizione di "Sopa all'italiana" non era affatto tecnica ma solo mediatica: cercavo un gancio per far emerge un tema che rischiava di passare inosservato ma condivido che le due iniziative non hanno molto in comune. Diciamo che il diritto è una scienza inesatta al pari delle altre! gs Il giorno 24/gen/2012, alle ore 21:37, "Oreste pollicino" <oreste.pollicino@unibocconi.it> ha scritto:
Secondo me dal commento di Marco emerge bene come sia tecnicamente errato parlare di sopa all`italiana a proposito di un emendamento che va peraltro doverosamente osteggiato in sede politica e scientifica per la sua approssimativita`, effettiva inutilita` e potenziale nocivita` -----Original Message----- From: Marco Scialdone <marcoscialdone@gmail.com> Sender: nexa-bounces@server-nexa.polito.it Date: Tue, 24 Jan 2012 20:33:49 To: Guido Scorza<gscorza@guidoscorza.it> Cc: Nexa<nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] FAVA sul suo emendamento
Il diritto non è una scienza esatta :)
Avv. Marco Scialdone Mobile: +393470830540 Blog: http://scialdone.blogspot.com
Il giorno 24/gen/2012, alle ore 20:30, Guido Scorza <gscorza@guidoscorza.it> ha scritto:
giurista, in lista presente [esco tra l'altro da un confronto in Radio con l'On. Fava] e decisamente contrario all'emendamento Fava che non lascia affatto le cose come stanno, ma le peggiora sostanzialmente.
La mia risposta all'Onorevole è qui: http://www.guidoscorza.it/?p=3017
Vi incollo, però, un passaggio contenente il succo del mio ragionamento:
"Con il suo emendamento, l’Onorevole, sta chiedendo a un intermediario della comunicazione che, per mestiere, ospita sui propri server milioni di byte di informazione altrui di rimuovere un pugno di questi byte di informazione a semplice richiesta di chicchessia se non vuole correre il rischio di dover condividere con l’autore dell’informazione in questione la responsabilità per l’eventuale violazione del copyright.
Chissà se l’onorevole si è chiesto come gli intermediari della comunicazione reagiranno dinanzi ad una simile previsione?
Pensa davvero che per difendere la libertà di parola di uno dei milioni di propri utenti un intermediario sia disponibile a correre il rischio – anche se solo remoto – di sentirsi condannare per violazione del copyright ad un risarcimento a tanti zeri?".
In Università, forse, l'emendamento cambia poco. Nella vita reale e nelle dinamiche di circolazione dell'informazione online, secondo me, minaccia di cambiare molto [anche se non cambierà nulla perché pare quasi certo che verrà abrogato...].
Un abbraccio,
G.
__ Avv. Prof