Buongiorno Roberto, Executive summary: è molto probabile che quelli che i funzionari che hanno esaminato il "metodo di processazione aperto" applicato a Padova abbiano stabilito che oggi non sia applicabile "semplicemente" perché in questo periodo le macchine sono davvero introvabili... non si diventa resilienti dalla sera alla mattina :-( ...e sì, anche i geni devono fare i conti con la triste realtà del mercato. Roberto Resoli <roberto@resolutions.it> writes:
Il 10/11/20 10:00, Giovanni Biscuolo ha scritto:
[...]
Cosa vuol dire "macchine aperte"? Immagino macchine che possano funzionare con reagenti equivalenti forniti da altri, ma...
Forse qualche informazione in più può essere estratta (nonostante il tono "narrativo") da questo articolo:
https://www.tpi.it/cronaca/macchina-tamponi-inganno-a-chi-conviene-intervist...
Good catch! Ora mi è tutto chiaro, grazie infinite. Questo articolo FINALMENTE descrive a grandi linee e in modo chiaro quello che a mio avviso è il nocciolo PRINCIPALE del famigerato "sistema aperto di processazione tamponi" di cui ho letto a destra e a manca senza che MAI sia riuscito a trovare una descrizione decente. Grazie alle tue info (sostanzialmente alla marca e nome della macchina) ho trovato anche questo articolo «Introvabile super macchina Veneto per tamponi, "bloccata da Trump"» del 2020-05-11: https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/05/11/introvabile-super-macchin... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Tutti la vogliono, tutti la cercano. Prodotta in California, ormai è introvabile, "per il blocco delle tecnologie ritenute strategiche voluto da Trump", in un'America alle prese con la pandemia di Covid-19. La macchina è diventata "un mito che si autoalimenta. Funzionari, manager di ospedali di diverse Regioni da Nord a Sud hanno chiesto informazioni" ai fortunati che sono riusciti ad accaparrarsela, cioè l'azienda ospedaliera universitaria di Padova. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Dopo brevi ricerche ho anche finalmente trovato come si intitola il famigerato "piano Crisanti" presentato al governo il 20 Agosto (tre mesi dopo che si è saputo che le macchine erano introvabili): «Progetto sorveglianza nazionale: Italia»; è stato pubblicato nel numero 1 di Set/Ott 2020 della rivista Lettera150 https://www.lettera150.it/lettera150-la-rivista/ Il documento estratto, «Progetto sorveglianza nazionale: Italia», è questo: https://www.lettera150.it/wp-content/uploads/2020/10/Lettera150-Documento-pp... Leggetelo voi, sono 4 pagine; la sola e UNICA cosa che dice in quel piano per quanto riguarda le macchine per processare i tamponi è questa: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Si propone quindi di realizzare: 20 laboratori con la capacità di effettuare 10.000 tamponi al giorno sul modello di quello realizzato dall’università di Padova che combina flessibilità, precisione, scalabilità e indipendenza dai fornitori per i reagenti. 20 laboratori mobili con capacità di effettuare 2.000 tamponi al giorno per rispondere prontamente a situazioni di emergenza e sostenere la capacità di regioni in difficoltà. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- [...]
Mi sembra un caso manuale di hacking, che permette di evitare un pesantissimo vendor lock-in. Un hack che ha salvato molte vite umane.
No, Crisanti *non* è affatto un hacker, altrimenti avrebbe scritto (o fatto scrivere ai suoi assistenti) come si costruisce un ciclo alternativo e indipendente di processazione dei tamponi e lo avrebbe condiviso apertamente coi suoi colleghi, discutendolo apertamente e affinandolo man mano che il confronto evolve (trovare macchine alternative?!?). Dov'è quel documento? Come si "assemblano" la macchine [1]? Come si produce "la broda"? Magari sono cose che tutti gli addetti ai lavori sanno già benissimo, ma che a noi comuni cittadini non arrivano. Perché *anche* queste informazioni non dovrebbero far parte di un sano dibattito - aperto al pubblico e trasparente - tra chi ha le competenze? SE questo documento ci fosse allora Crisanti e il suo team meriterebbero di essere chiamati hacker... e io lo spererei TANTO! Oppure i cittadini devono limitarsi ad assistere a dibattiti che assomigliano più a una partita di fantacalcio con due tifoserie contrapposte?!? [...] Ciao, Giovanni [1] bisogna chiamare Amsterdam ogni volta? -- Giovanni Biscuolo