Grazie Alessandro, aggiungo una riflessione.
Cominciare ogni interpretazione partendo dal testo della legge è la regola fondamentale del diritto, anche se sempre meno applicata, ora poi ... col "diritto digitale".
Ho pensato di verificare questa raccomandazione sui testi UE che ci interessano, di testa mia ho cominciato col GDPR in modo elementare, l'unico alla mia portata pur sapendo che ne esistono di più efficienti e rapidi, sarò felice se qualcuno li mette a disposizione, con essi penso che l'analisi si completerebbe in un batter d'occhio. Mi meraviglierei se qualcuno non l'avesse già fatta e spero che su Nexa se ne di notizia, altrimento procederò al mio passo lento.
Partendo dunque dal GDPR, subito al considerando (58) trovo il principio della trasparenza che ritengo essenziale e che "" impone che le informazioni destinate al pubblico o all'interessato siano concise, facilmente accessibili e di facile comprensione e che sia usato un linguaggio semplice e chiaro, oltre che, se del caso, una visualizzazione. Tali informazioni potrebbero essere fornite in formato elettronico, ad esempio, se destinate al pubblico, attraverso un sito web. Ciò è particolarmente utile in situazioni in cui la molteplicità degli operatori coinvolti e la complessità tecnologica dell'operazione fanno sì che sia difficile per l'interessato comprendere se, da chi e per quali finalità sono raccolti dati personali che lo riguardano, quali la pubblicità online. Dato che i minori meritano una protezione specifica, quando il trattamento dati li riguarda, qualsiasi informazione e comunicazione dovrebbe utilizzare un linguaggio semplice e chiaro che un minore possa capire facilmente,  ""
Intanto propongo che questo criterio della ""FACILE COMPRENSIONE USANDO UN LINGUAGGIO SEMPLICE E CHIARO"" sia tenuto in considerazione in generale per ogni documento, anche in formato elettronico, di rilevanza UE e qui domando: questo criterio è compatibile coi documenti IA?
Non mi dispiacerebbe se quanto sopra andasse a favore del cosiddetto sorgente aperto e desse più forza a chi chiede un digitale trasparente.
La Cina è la Cina, gli US sono gli US, sono convinto che la nostra posizione UE è utile e difendibile, almeno fin quando saremo un mercato importante, chi vuol vendere in Europa rispetta le regole europee ed a me - osservatore da lontano - pare che qualche risultato lo otteniamo, inoltre il problema UE è l'ipertrofia burocratica più che la regolamentazione in sé.
Grazie per gli spunti ed auguri cordiali.
Duccio (Alessandro Marzocchi)

Il giorno dom 15 dic 2024 alle ore 13:50 Alessandro Brolpito <abrolpito@gmail.com> ha scritto:
Buongiorno Duccio/tutti
Mi confronterò con i colleghi coinvolti per la scelta di non includerlo, ma quello che proponi é molto ragionevole.
Rimane il fatto che, semplificando, US spinge per una innovazione digitale senza freni, la Cina copia (ed investe) e l'EU regolamenta.
Cordialmente e auguri di buone feste,  Alessandro

Il Sab 14 Dic 2024, 11:18 alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> ha scritto:

Grazie Alessandro, domando: non sarebbe necessario aggiungere all'elenco il GDPR?
Cordiali auguri.
Duccio (Alessandro Marzocchi)

Il giorno mer 11 dic 2024 alle ore 13:06 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
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Message: 1
Date: Wed, 11 Dec 2024 13:05:54 +0100
From: Alessandro Brolpito <abrolpito@gmail.com>
To: "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin@polito.it>
Cc: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] New Policy Study: Time to build a European digital
        ecosystem
Buongiorno,
In allegato il quadro normativo per il digitale in Europa, dovrebbe essere
completo.
Alessandro