Gentile Massimo, Massimo Canducci <massimo@canducci.eu> writes:
Quel che più mi disturba quando sento parlare di Blockchain è il vizietto che tanti hanno di attribuirle proprietà e capacità che non ha.
Uno di questi è il tema della "certificazione della filiera" che sarebbe (secondo alcuni) abilitata dalla blockchain, cosa che purtroppo fa presa sulla popolazione, ma che è esclusivamente fuffa cosmica.
In passato ho scritto questo proprio per fare chiarezza: https://www.techeconomy2030.it/2020/01/08/blockchain-per-controllo-filiera-a...
Grazie per aver condiviso l'articolo che fa senza dubbio chiarezza ulteriore sui limiti dei "distributed ledger". Da quello che ho capito fino a ieri, però, l'elemento discriminante tra un DL e una blockchain è l'utilizzo di una "proof of work": cosa ne pensa? Lo chiedo per due motivi: 1. alcuni tecnologi lo sostengono, nonostante il Merriam Webster non citi nemmeno la proof of work [1] 2. non vorrei si dimenticasse, in un eventuale "boom" di utilizzo di DL, che le "proof of work"… rischiano di assorbire l'energia di due pianeta Terra :-) Detto in altre parole: la "proof of work" per scrivere nei distributed ledger è da abolire. [...] Saluti, Giovanni. [1] https://www.merriam-webster.com/dictionary/blockchain -- Giovanni Biscuolo