Ciao Roberto, Il 7 Luglio 2024 12:49:09 UTC, Roberto Dolci <rob.dolci@aizoon.us> ha scritto:
Da pragmatico, preferisco dare uno strumento in mano ai prof
sennonché non si tratta di "dare uno strumento" ma di sussidiare l'uso di un prodotto in affitto da parte di insegnanti in modo che ne impongano l'uso da parte degli studenti. Né importa _quale_ uso. L'importante è normalizzarne la dipendenza, scaricando la responsabilità dei danni sugli utenti perché "bastava solo usarlo diversamente".
lasciare siano loro a sperimentare e poi decidere come meglio usarlo
Come hanno fatto con Google Workspace dopo la sentenza Schrems II? Stai caricando i docenti di responsabilità per cui non hanno le competenze necessarie. La tua prof di latino a Boston non ha idea di come funzioni ChatGPT, di quali bias possa diffondere o come le interazioni degli studenti verranno usate per manipolarli. Né ha idea dei danni che può fare inviando sul cloud le informazioni necessarie a rispondere ad una mail dei genitori.
che sperare una qualche autorita’ illuminata possa normare la cosa.
Invece usare la scuola e l'autorevolezza dei docenti per diffondere la dipendenza da questi prodotti (che NON sono "strumenti" se non per chi li realizza) è un'ottima idea. Guarda come ha funzionato bene durante il COVID! I reparti di neuropsichiatria infantile sono PIENI di vittime che non risponderanno a questionari come quello che ha avviato questo thread. Giacomo