On lun, 2023-04-24 at 12:28 +0200, alessandro marzocchi wrote:
Buongiorno Marco e lista. Perchè nel digitale dovremmo accettare modi ai quali ci opponiamo fuori dal digitale? Fuori dal digitale si chiede trasparenza alla politica, la si chiede all'amministrazione, perchè al digitale non si dovrebbe chiederla?
Buonasera Duccio,, buonasera tutti. l'argomento diverge, il paragone con la politica e la PA è fuorviante. Chi fa politica, chi regola la vita di altri cittadini è obbligat alla trasparenza ed al rispetto di regole particolari, come gli operai che per andare sul tetto devono usare le imbracature a norma. Io voglio, fortemente uno Stato trasparente. Ma altrettanto fortemente voglio il massimo dei diritti per il cittadino, che sceglio di nn far parte dello Stato e della PA in prima persona. Voglio camminare per strada senza imbracature. Lo stato deve trasparenza al cittadino. Il cittadino deve essere totalmente libero, tranne dove previsto da leggi degne di una democrazia. Se voglio essere anonimo, in qualsiasi situazione non richieda specificatamente che io dichiari la mia identità, perché non dovrei poterlo essere? Perché esistono i pedoterrosatanisti? Prima dell'11/9 negli Stati Uniti si poteva girare senza documenti e senza dichiarare la propria identità, nemmeno se richiesti da una pubblica autorità. Si poteva essere fermati, non ricordo se per 24 o 48 ore, ma se non accusati di un reato specifico, ti dovevano rilasciare. John e Jane Doe, cittadini del mondo. JM2EC. Marco
Fuori dal digitale ci opponiamo ad una schedatura generalizzata, nel digitale si accetta la profilazione e si ricorre all'anonimato per autoprotezione e reazione. Vi sono tante situazioni in cui l'anonimato è necessario, ma in generale va penalizzato l'abuso dell'identità non l'identità stessa. Penso agli esempi portati da 380°, Giovanni: nella vita predigitale le attività ricordate sono anonime di natura, prescindono dall'identità perchè in esse l'identità non ha valore il quale si forma raramente sul singolo atto ma sull'aggregazione di vari atti; sono impossibili rimedi tecnici affinchè anche in Internet tali attività continuino senza obblighi di profilazione? Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno dom 23 apr 2023 alle ore 17:10 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On ven, 2023-04-21 at 18:19 +0200, alessandro marzocchi wrote:
L'anonimato nega la responsabilità, rende impossibile collegare azione a soggetto. Intendiamoci, capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni ma dissento da un favore generalizzato verso l'anonimato. Nella mia società ideale (ahi me, so che che è lontana, moooolto lontana) c'è rispetto reciproco, ognuno ha il diritto di manifestare sè stesso e di dissentire, nessuno va spinto in condizione di anonimato, ma ognuno ha la propria identità ed è responsabile di sè. Perciò rispettosamente nego un diritto generalizzato all'anonimato.
Trenta anni di difesa dell'anonimato e della privacy in Rete mi hanno ben insegnato che quando qualcuno, solitamente animato dalle migliori, intenzioni, esordisce dicendo
"capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni"
od altre frasi del genere, è matematico che alla fine lo negherà come diritto civile, particolarmente in campo digitale.
Lo negherà particolarmente in Rete, dove una briciola non di anonimato ma di privacy è quasi impossibile da ottenere già dal punto di vista tecnologico, non parlando poi delle questioni legali anti-pedoterrosatanisti.
Trenta anni di lavoro su questi temi mi hanno insegnato molto, ma mi lasciano spesso a corto di energie.
Per cui, oltre a banalmente dichiarare che non sono assolutamente d'accordo, suggerisco a chiunque volesse costruirsi un suo ragionamento in testa, di partire sempre da un'antitesi, quello di una realtà in cui l'anonimato non esiste, non esiste mai e da nessuna parte, che del resto somiglia molto a quella attuale, ed immaginarsi le conseguenze.
Tutti hanno il diritto di decidere cosa nascondere, quando ed a chi.
Un tale diritto è tutelato, in maniera spesso ampia ma altrettanto spesso solo teorica, nella maggior parte dei corpus legislativi occidentali.
Il diritto all'anonimato ne è la logica, pratica ma difficile da vedere conseguenza. Senza anonimato non esiste privacy.
Con il massimo rispetto, mi permetto un vecchio modo di dire.
L"anonimato protetto" esiste quanto una "ragazza abbastanza vergine", od un unicorno rosa.
JM2EC. Marco
Grazie 380° e lista Nexa. Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno ven 21 apr 2023 alle ore 17:43 <nexa-request@server- nexa.polito.it> ha scritto:
Date: Fri, 21 Apr 2023 17:43:41 +0200 From: 380° <g380@biscuolo.net>
... ... ....
Internet (non il web) non/prevede/ alcuna "navigazione anonima", ma non è così per /sua natura/... diciamo che a voler essere buoni è stato progettato male, senza MINIMAMENTE pensare alla privacy, a partire dal diritto all'anonimità. Ma quella è stata una /scelta/, non è inevitabile, specialmente oggi che la ricerca in questo ambito ha fatto molti passi avanti. E invece non solo la privacy è scomoda "by design" ma... «eh ma rifare tutto costa troppo, e chi paga?!?» :-O saluti, 380°
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa