Sottoscrivo parola per parola quando riportato da Giuseppe. 

Viviamo da tempo in uno Stato tecnicamente criminale, per citare il buon Pannella (con auguri di pronta guarigione annessi!) 

M

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Avv. Marco Scialdone 
http://scialdone.blogspot.com
Mobile: +393470830540

Il giorno 23/apr/2014, alle ore 19:53, Giuseppe Mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:

Buonasera a tutti,

vedete che a qualcosa il Regolamento AGCOM serve? 
Sono sicuro che tutti questi casi costituiranno una sorta di 'sveglia', oltre che per il Parlamento, anche per la nostra giurisprudenza civile, l'unica a mio parere ad essere pienamente titolata ad occuparsi di violazioni del diritto d'autore (come del resto avviene nei Paesi moderni e civili; lo strumento penale dovrebbe essere una rarissima eccezione). Noi, con la dicotomia ormai palesatasi tra rimedio amministrativo e rimedio penalistico (sequestro) siamo più vicini alla Russia e ad altre giurisdizioni fintamente democratiche. Non siamo nemmeno al livello di un Paese emergente. Direi però che questa situazione ce la siamo cercata e ce la meritiamo, anche perché non riguarda solo il diritto d'autore, ma l'intera gamma della tutela dei diritti. Perché scandalizzarsi quindi per il diritto d'autore quando si parla di un ordinamento- quello italiano -  in cui si violano sistematicamente e allegramente i diritti umani e i principi democratici più basilari e non si riesce a far applicare molte delle leggi che abbiamo (peraltro malamente) scritto e approvato? 
Ha senso procedere in punta di fioretto laddove bisognerebbe soprattutto procedere a una seria riforma di un ordinamento e di un Paese oggettivamente al collasso? 

Quando all'estero mi chiedono dell'Italia, dico sempre che siamo la dimostrazione vivente del fatto che un altissimo numero di giuristi , avvocati, magistrati, notai (notai!) è l'esatto opposto della garanzia di legalità e tutela dei diritti. Sono curioso di sapere cosa ne pensate. Di tutte queste anomalie e metastasi non può non soffrire gravemente anche il diritto d'autore e il diritto delle nuove tecnologie.

Buona serata,
G.


Il giorno 23 aprile 2014 19:40, Marco Scialdone <marcoscialdone@gmail.com> ha scritto:
Ciao Alberto, 

A brevissimo Agcom sarà chiamata a pronunciarsi su un caso molto spinoso e sono in fervente attesa.

Sito ospitato all'estero, nessun punto di contatto con l'ordinamento italiano, gestore asiatico, 1 solo file oggetto di segnalazione. Per il resto a quanto mi consta il sito é interamente legale e con contenuti informativi.

Agcom ordinerà di inibire l'intero sito o archivierà? A breve avremo risposta!

M

Inviato da iPad

Il giorno 23/apr/2014, alle ore 19:26, Alberto <albertobellan@gmail.com> ha scritto:

Ciao Marco,

Se il sito è ospitato su un server estero il blocco è l'unica misura disponibile, mi sembra. Un'altra ipotesi di blocco del sito è il caso di violazioni massive. Se sono massive o no lo decide AGCOM in base ad alcuni criteri elencati nel Regolamento.

In questo caso, mi sembra di capire che il sito è ospitato su un server statunitense. Quindi, anche in assenza di violazione massiva, l'unica misura che AGCOM può/deve emettere ai sensi del Regolamento è il blocco. 

Un'altra cosa davvero incredibile è che ci sia un procedimento giudiziario in corso per lo stesso oggetto. Secondo il Regolamento, in questo caso il ricorso all'AGCOM sarebbe irricevibile. Certo, se nessuno si "cosituisce" per il presunto contraffattore, c'è il problema di chi fa sapere all'AGCOM che c'è un procedimento in corso. E' un aspetto importante e interessante.  

Ma c'è davvero un procedimento, Fulvio? Pazzesco. 

Alberto


Il giorno 23 aprile 2014 19:15, Marco Scialdone <marcoscialdone@gmail.com> ha scritto:
Scusate capisco male io o quello che é stato accertato da Agcom é che sul sito in questione ci sono 10 opere protette in violazione dei diritti dei relativi titolari?

Questo é sufficiente per ordinare di inibire l'intero sito?!? 



Inviato da iPad

Il giorno 23/apr/2014, alle ore 19:05, "Fulvio Sarzana" <fulvio.sarzana@lidis.it> ha scritto:

AGCOM ha fretta, molta fretta di inibire i siti web in base al nuovo regolamento sul diritto d’autore.

Lo "sceriffo" del web non aspetta nemmeno  i termini temporali che essa stessa si è data e, dopo aver comunicato il 15 aprile sul proprio sito l'avvio del procedimento,   pubblica sul proprio sito la delibera di inibizione del sito cineblog-01 per violazione della legge sul diritto d’autore. http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=13073.

Questa volta Agcom pubblica sul proprio sito la vera e propria delibera di inibizione, che viene seguita dalle comunicazioni ufficiali ai provider.

Le ricerche effettuate da AGCOM, come appare immediatamente dal testo del provvedimento,  sono a tutti gli effetti indagini di polizia giudiziaria che non vengono compiute però da nessuna forza di polizia, come la nostra Costituzione prescrive.

Il provvedimento si sovrappone in maniera speculare a quanto fa la Magistratura in sede penale e a quanto effettuato in tutte le indagini sinora svolte dalla polizia giudiziaria.

Viene  quindi smentita al primo provvedimento adottato, una diversità delle due attività ( quelle di AGCOM e quelle del Magistrato penale).

Cosi come viene smentita qualsiasi prevalenza dell’attività della Magistratura.

AGCOM è ufficialmente organo di polizia giudiziaria e Giudice delle indagini preliminari, in presenza, fra l'altro, di un procedimento penale già in corso.

Sul sito cineblog01 ( che è lo stesso identico  di cineblog-01, oggetto dell’ordine di inibizione, come riportato dal Corriere della Sera http://diariopernondimenticare.blogspot.it/2014/04/agcom-la-caccia-ai-pirati-e-iniziata.html) pende infatti già un procedimento ad opera della Procura della Repubblica di Roma di un mese e mezzo fa, e, sono dunque in corso indagini penali per le stesse identiche condotte e per lo stesso identico sito ( basta confrontare i due siti) inibito da AGCOM.

AGCOM non ha nemmeno aspettato il termine di dodici giorni previsto dal Regolamento per l’emissione dell’ordine, come previsto dal punto d dell’art 9 del Regolamento da essa stessa emanato.

L'ordine sta in queste ore notificando ai provider l’ordine di inibizione attraverso la posta certificata.

Continua su   www.fulviosarzana.it  

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