Nell'articolo di Fabio Paglieri vedo due argomenti che meritano di essere valutati esplicitamente.
Se il funzionamento è poco comprensibile anche per gli esperti ... quale sorte per la comunicazione? Considerando quanto l'IA è pervasiva ed efficace già oggi.
L'altro argomento è strettamente connesso al primo: quale trasparenza? Solo da pochi decenni l'analfabetismo, già condizione della maggioranza, riguarda minoranze: accettiamo il rischio di riprodurlo sotto la veste di poca trasparenza dell'IA?
In altre parole: si può ottenere trasparenza dei ""meccanismi di mercato"" ecc ecc, se non sono trasparenti ""procedura e sistema di comunicazione""?
Cordialmente.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
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Segnalo questo contributo di Fabio Paglieri (CNR) per Il Mulino.
https://www.rivistailmulino.it/a/quale-trasparenza-per-l-ia
Il finale riassume bene la tesi proposta:
Questa, dunque, è la trasparenza che occorre rivendicare sull’IA: non la
scoperta di come funziona la scatola nera di questi sistemi, spesso
poco comprensibile persino agli esperti, bensì le caratteristiche dei
meccanismi di mercato che ne determinano il successo, le loro ricadute
sugli interessi pubblici e privati, i fattori psicologici e sociali che
ci spingono a essere acquiescenti verso sperequazioni grossolane e
squilibri evidenti. Da chi promette di spiegarci l’IA, queste sono le
risposte che dobbiamo pretendere.
A.