Il 15/05/22 13:56, Alessandro Brolpito ha scritto:
[...] ovviamente i big dell'informatica ... l'hanno fatta da padroni, essendo gli unici ad offrire scalabilità e sostenibilità/affidabilità per interventi a livello di sistema, garantendo una pur minima continuità didattica.
Mi spiace, ma sono in disaccordo rispetto a tale affermazione. Sostenere che i "big dell'informatica" siano "...gli unici ad offrire scalabilità e sostenibilità/affidabilità per interventi a livello di sistema..." è certamente falso. Come ho gia' avuto modo di sottolineare in passato, se ragioniamo su scala "Paese" (ossia: Italia), si tratta di infrastrutture che dovrebbero servire 60 milioni di utenti (al massimo...), tutti racchiusi in un unico fuso orario ed in un'unica lingua. Viceversa, la "scala" nella quale si _DEVONO_ muovere Amazon, Microsoft e Google, è di diversi miliardi di utenti, sparsi su 24 fusi orari e innumerevoli lingue (e legislazioni). Non è la stessa cosa. E confondere questi due scenari è un errore grave. A mio parere, sono soltanto due i fattori che --attualmente-- impediscono la nascita di piattaforme (software / cloud) che possano servire adeguatamente tutto il mondo dell'istruzione e della ricerca _nazionali_: 1. la mancanza di una spinta propulsiva "dall'alto" => "...perché le migliori tecnologie sono straniere..." (cit.!). Occore aggiungere altro? 2. la mancanza di una spinta propulsiva "dal basso" => chi, oggi, ha le mani in pasta su infrastrutture di questo tipo (ma operanti su scala ridotta), non ha alcun incentivo/vantaggio per proporsi (specie dopo aver preso coscienza del punto precedente). E questo vale a partire dai singoli Atenei (i cui CED sono, anzi, erano...., anni luce "avanti" rispetto a quelli di altri Enti pubblici analoghi per dimensione), in su... PoliTO, Cineca, GARR, Lepida, CSI Piemonte (i primi che mi vengono in mente) o anche INPS e SOGEI (o la neonata "3I Spa"). Qualcuno pensa veramente che _DENTRO_ queste realta' non ci sia un gruppo di 30/40 persone in grado di invertire la rotta, a 3 anni? Il problema non è quello degli "operativi". Il problema è prima di tipo politico (bisogna volerlo fare) e subito dopo, organizzativo (bisogna affidare il compito a manager adeguati). Poi... soltanto "poi"... il problema (di quei manager) sara' quello di andare a pescare le risorse giuste (...ed esistenti). In ogni caso, servire qualche milione di utenti... con applicativi web "decenti" costruiti sull'enorme set di tecnologie open-source disponibili... è decisamente fattibile. Certamente per un Paese come il nostro. Bye, DV -- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html