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ufficio, ovviamente, non posso fare, trovandomi nelle pause (previste per legge 15 minuti ogni 2 ore per i videoterminalisti) a vagare tra il bagno e la macchinetta del caffè giusto per svagare la vista.
La disposizione dei 15 minuti ogni 2 ore è una delle più anacronistiche e disapplicate di tutto l'ordinamento in materia di sicurezza sul lavoro. Ha compiuto trent'anni lo scorso 19 settembre, essendo stata prevista dall'articolo 54 del D.lgs 626/1994. Nel 2008 quell'articolo è stato abrogato ma è transitato, pari pari, nell'art.175 del D.lgs 81/2008 (occasione persa per riscriverlo). "Art. 175. -Svolgimento quotidiano del lavoro 1) Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attivita' mediante pause ovvero cambiamento di attivita'. 2) Le modalita' di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale. 3) In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale." Trent'anni fa era, informaticamente, un altro mondo. Oggi tutti lavorano al computer per più di 20 ore settimanali, anche il lavoro di front-office viene svolto con gli occhi al computer, anche le riunioni sono al computer. E in quei 15 minuti (d'aria), quando concessi, vedi gente curva con gli occhi sul telefonino, un altro schermo, ancora più piccolo. La norma su l'uso degli schermi andrà rivista completamente o ci troveremo sempre più con persone affette da patologie, dall'astenopia a quelle a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. A.