On Tue, Sep 08, 2020 09:54:11 AM +0200, Stefano Zacchiroli wrote:
On Tue, Sep 08, 2020 at 09:40:54AM +0200, M. Fioretti wrote:
Veramente, se ho capito bene, l'obiezione di Giacomo e' proprio che e' QUESTO il problema: una piccolissima minoranza dei membri di una comunita' si serve del "accidente" che la sua lingua e' anche quella franca di tutta quella comunita' internazionale, per imporgli anche i suoi (di quella piccola minoranza) valori culturali, colpe di cui purificarsi, soluzioni eccetera.
Boh, ogni volta che vedo l'uso del verbo "imporre" (o equivalenti) in questo contesto resto perplesso. Possiamo parlare al massimo di egemonia culturale (che ovviamente è già una nozione molto potente), ma nessuno sta "imponendo" niente a nessun altro.
Almeno in ambito professionale e accademico USA, che non e' poco, e' sempre piu' comune il caso che, se non ti allinei a queste posizioni rischi molto seriamente di non lavorare piu'. Che sia giusto o sbagliato e' tutt'altro discorso, perche' come minimo dipende dal tema. Ma che sia molto piu' "imporre" (da parte di privati, arbitrariamente, mica da qualche legge) che semplice "egemonia culturale" non mi sembra esagerare. Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you