Scusa, non era mia intenzione deragliare la discussione.

Mi taccio! :-)


Giacomo

Il giorno 26 luglio 2018 23:55, Marina Caporale <marina.caporale@unibo.it> ha scritto:

​sì, anche a me l'articolo è sembrato debole (anche la contrapposizione tra PA e comuni...) eppure è l'unico articolo, che ho trovato cercando qualcosa che desse il senso del dibattito, l'unico commento dedicato a una scelta così importante, non se ne parla,

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Marina Caporale
Professoressa a contratto 
Diritto amministrativo - IUS 10
Diritto dei Media e Istituzioni di diritto pubblico. Diritto dell'Informazione e della Comunicazione.

Da: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it>
Inviato: giovedì 26 luglio 2018 17:24
A: Marina Caporale
Cc: nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] E sulla nomina del dg AgID?
 

Non dovrà essere un tecnico che parli alla casta degli iniziati dell'ICT, ma un conoscitore della PA, che abbia esperienza della complessità dell'organizzazione dei pubblici poteri.

Personalmente trovo questa affermazione ridicola.

Senza profonda competenza tecnica, senza sapere in prima persona realizzare i sistemi informatici che risolveranno i problemi della PA, si è semplicemente in mano al fornitore più "convincente".
Che può essere quello che offre il rischio minore di biasimo per l'interessato (Microsoft è fantastica in questo campo) o quello che pronuncia meglio le parole magiche del momento "Blockchain" e "Deep Learning".

Ed essere un "conoscitore della PA", con "esperienza" della stessa, può voler dire molte cose, ma difficilmente vuol dire essere in grado di vedere come migliorarla attraverso l'informatica.
Il dominio dell'incompetenza ci ha già dato perle come la PEC.


Ma perché in Italia la competenza è un difetto?
Puzziamo così tanto, noi tecnici?


Giacomo