Grazie Alberto della segnalazione. Io non so nulla di Cina, sono francamente ignorante sulla sua storia recentw, e quanto leggo mi preoccupa moltissimo ma ho sempre anche l'impressione che lo spauracchio cinese svolga un ruolo di fondamentale sostegno all'egemonia culturale, economica e politica degli stati uniti. WeeChat è inquietante. È un terribile esempio di come la creazione tecnologica sia un atto politico potentissimo. L'eccellenza tecnica, l'integrazione e l'efficienza non deve mai perdere di vista i rischi politici e sociali, chiedersi "come può venire abusata questa soluzione?". D'altro canto, non dimentichiamo che WeeChat è uno strumento che serve / controlla una popolazione specifica che risponde ad una specifica legislazione / governo. Facebook invece è un'arma rivolta al mondo intero. Non è un problema dei cittadini degli USA quanto WeeChat è un problema degli amici cinesi. Una nota da programmatore di sistemi operativi: chiunque proponga un "operating system of our lives", o per le nostre democrazie, o le nostre amministrazioni, va considerato con grande sospetto: anche se avesse le migliori intenzioni, la speranza di integrare ed efficientare un sistema espremamente complesso, sta proponendo di introdurre un "single point of failure" per quel sistema. L'obbiettivo di WeeChat è che un cinese non possa vivere senza. L'obbiettivo di Facebook è analogo ma su una popolazione internazionale e rispondendo ad un Governo diverso. Abbiamo urgenza di modelli alternativi in Europa, Africa e Oceania e Sud America. Modelli che facilitino l'integrazione e l'efficienza, permettano di tracciare le responsabilità amministrative, ma si basino sulla _composizione_ di soluzioni diverse, studiate per evitare la possibilità di accentrare tanto potere. Giacomo