Caro Guido, On 5/9/21 11:18 PM, Guido Vetere wrote:
Caro Vignoli, è un peccato che Lei non abbia letto la mia precisazione che ha preceduto di poco la Sua replica, intendevo appunto riferirmi al formato standard supportato da MS, ma Bill ha hackerato la mia memoria (forse è stato per il vaccino?). La sostanza del discorso, vorrei precisarlo, è che in qualche caso si può usare software proprietario garantendo tuttavia la portabilità, e dunque evitando la dipendenza da un fornitore. Questo è il punto su cui ci si dovrebbe focalizzare.
Direi che non c'è alcun bisogno di usare il lei. La mia risposta si è incrociata con la tua precisazione, ma le considerazioni sulla scarsa conoscenza dei formati standard è comunque valida perché è un problema che affronto quotidianamente, sia quando cerco di aiutare le aziende a sganciarsi dal lock-in del formato OOXML - che è molto più solido e strutturato di quanto si pensi - sia nel mio ruolo di chairman del progetto ODF Advocacy di OASIS.
Quanto agli introiti di MS, non mi sfugge il fatto che oggi la suite office in assoluto fatturi più del cloud, ma il mio discorso si riferiva, in questo contesto, alla PA italiana, quindi sarebbe più interessante citare dati specifici, se ne ha. Anche qui, in ogni caso, vorrei dire che non vedo un gran pericolo venire dai prodotti desktop, bensì dalla dipendenza da cloud private, per il motivo che le seconde mi sembra che introducano, potenzialmente, vincoli molto più difficili da sciogliere.
Purtroppo i dati mancano, e nel caso della PA italiana - e non solo - mancano ancora di più (e quando ci sono non sono attendibili, perché arrivano direttamente da Microsoft o dai suoi alleati, come a Monaco di Baviera, a Pesaro e a Bolzano). Comunque, oggi il lock-in è legato ai contenuti, e non alle tecnologie, perché altrimenti Microsoft non avrebbe alcun problema a supportare in modo corretto ODF - che invece continua a supportare in modo intenzionalmente pedestre - e non spenderebbe milioni di dollari per gestire tutte le versioni di OOXML (una diversa per ciascuna versione di MS Office, che cambia quasi completamente ogni quattro/sei settimane). Certo, una di queste versioni è quella di Office 365, che fa parte del cloud privato, ma anche in questo caso è il controllo dei formati - compreso quello di Outlook - a bloccare gli utenti, e non il fatto che i loro documenti sono gestiti dal cloud Microsoft. Quando facciamo consulenza per le migrazioni ci scontriamo sempre e solo con i formati, e non con il cloud (da cui si esce con costi e problemi significativamente inferiori). -- Italo Vignoli - italo@vignoli.org mobile/signal +39.348.5653829 GPG Key ID - 0xAAB8D5C0 DB75 1534 3FD0 EA5F 56B5 FDA6 DE82 934C AAB8 D5C0