Ciao Marco,

sono perfettamente d'accordo con te.
Riconoscerai però che noi siamo già alla frutta mentre altri Paesi stanno ancora a metà o fine pasto, in questo processo drammatico.
Quando ho iniziato a studiare legge oltre vent'anni fa non studiavo un sistema perfetto, tutt'altro; ma ora siamo davvero alle tragicommedie, e non nel Tribunale di Lamezia Terme o Trapani, ma presso le giurisdizioni superiori..! Sono profondamente convinto che l'immane numero di giuristi in Italia (part del problema, no?) debba fare molto di più che interpretare la pessima legislazione degli ultimi vent'anni e intraprendere - se in buona fede, e non in conflitto di interessi - una battaglia vera per la legalità e la democrazia.
Altrimenti continueremo con le pantomime e le farse mentre l'Europa, ma prima di tutto il nostro Paese, affonda.
G.

Il giorno 8 dicembre 2015 15:59, Marco Ricolfi <marco.ricolfi@studiotosetto.it> ha scritto:

Caro Giuseppe,

                mi rallegrerei se i problemi fossero solo quelli che dici tu dell’Italia; purtroppo il tema grosso è che stiamo assistendo ad un involuzione per cui tutte quelle che erano democrazie occidentali si stanno trasformando in regimi autocratici neo-estrattivi. Legittimati solo dalla paura.

                m.

 

Da: Giuseppe Mazziotti [mailto:giuseppe.mazziotti@gmail.com]
Inviato: martedì 8 dicembre 2015 18:42
A: Marco Ricolfi
Cc: Francesco Pizzetti; Marina Caporale; nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] R: R: sentenza corte cost. diritto d'autore (l'unico "bocciato" è il TAR????)

 

Cari tutti,

 

una domanda da molto lontano (Brasile).

Quanto credete che l'Italia possa andare avanti in condizioni di questo genere? 

E' quasi commovente leggere di persone che spendono energie e tempo ad analizzare le vicende giuridiche del regolamento AGCOM, in ultimo la sentenza della Corte Costituzionale. Si fa fatica a spiegare e a tradurre in un inglese leggibile ciò che è accaduto agli osservatori stranieri, e sono insopportabili gli errori e i cavilli di manzoniana memoria per i quali il TAR e la Corte Costituzionale sono giunti a un verdetto così' assurdo. Esiste ancora una certezza, anche minima, del diritto, nel nostro Paese?  A me pare francamente di no. Ci mancava solo il diritto d'autore a dimostrare una verità ormai sotto gli occhi di tutti. 'Tanto rumore per nulla', come giustamente scriveva Pollicino.

Un caro saluto,

Giuseppe 

 

 

 

 

Il giorno 8 dicembre 2015 15:34, Marco Ricolfi <marco.ricolfi@studiotosetto.it> ha scritto:

concordo

 

Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Francesco Pizzetti
Inviato: martedì 8 dicembre 2015 15:42
A: Marina Caporale; nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] R: sentenza corte cost. diritto d'autore (l'unico "bocciato" è il TAR????)

 

Direi che ordinanza (quasi suicida) ha consentito a Corte di non decidere

Credo la Corte abbia colto a volo tutto questo anche per non decidere.E questo fa riflettere molto su posizione Agcom,sotto ogni profilo.Io continuo a pensare Agcom non abbia base normativa adeguata e regolamento sia illegittimo per violazione riserva legge

 

 

 

Inviato dal mio dispositivo Samsung



-------- Messaggio originale --------
Da: Marina Caporale <marina.caporale@unibo.it>
Data: 08/12/2015 13:13 (GMT+01:00)
A: nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] sentenza corte cost. diritto d'autore (l'unico "bocciato" è il TAR????)




...A prescindere da ogni considerazione sulla accuratezza della ricostruzione del quadro

normativo e della interpretazione datane dal rimettente, è evidente che nessuna delle disposizioni

impugnate, in sé considerata, dispone specificamente l’attribuzione all’autorità di vigilanza di un potere

regolamentare qual è quello esercitato con l’approvazione del regolamento impugnato nei due giudizi

davanti al TAR. Esso è desunto dal giudice a quo, in forza di una lettura congiunta delle previsioni sopra

esaminate, che non risulta coerentemente o comunque adeguatamente argomentata.


MA


...In definitiva, l’ordinanza nel suo insieme non chiarisce sufficientemente se intende ottenere

una pronuncia ablativa o una pronuncia additivo-manipolativa e, per costante giurisprudenza di questa

Corte (ex plurimis sentenza n. 228 del 2014; ordinanza n. 214 del 2011), ciò preclude l’esame nel merito

della questione determinandone l’inammissibilità (ex plurimis ordinanze n. 101 del 2015; n. 21 del 2011,

n. 91 del 2010 e n. 269 del 2009).



Marina Caporale
Professore a contratto
Diritto dell'informazione
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