Ciao a tutti,
intervengo nella discussione interessante per sottolineare come l'equo compenso nella forma di varie "levies" esista, in forme diverse, in tutti i Paesi dell'UE, esclusi Regno Unito, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Cipro. Ne ho scritto diffusamente soprattutto qui (pp. 90-92; 200-215; 253-260). L'adeguamento agli altri Paesi europei è, ahimè, incoraggiato da varie disposizioni della Direttiva 2001/29 (cfr. art. 5.2. lett. b e il 'considerando' n. 35) , che vari Stati hanno interpretato in modo tale da emanare misure di "sostegno" (da questo piunto di vista, mi sembra efficace e suggestivo l'accostamento alla figura degli aiuti di Stato) degli aventi diritto (soprattutto gli editori e i c.d. sub-editori iscritti nelle varie società di gestione colletiva nazionali). A mio parere, ll punto centrale della questione nell'universo digitale è che la mera creazione e/o l'estensione di forme di equo compenso "tradizionale" a computer e altro hardware a livello statale (e non a livello europeo) produce gravi distorsioni (di circolazione, di prezzo, etc) all'interno del c.d. Mercato Interno riguardante tali prodotti e non corregge per nulla il grandissimo problema di giustizia "sommaria" o "rozza" connesso a tali misure, e cioè l'assoluta discrezionalità con cui le società di gestione collettiva tipo SIAE ripartiscono il ricavato di tali "levies", e quindi gli "aiuti di Stato". Normativa europea alla mano, ben altre (e molto più innovative e risolutive) potrebbero essere forme di equo compenso nel digitale in grado di legalizzare, non da sole, ma insieme a un sofisticato meccanismo di licenze collettive "estese" (ne abbiamo parlato con M. Ciurcina e M. Ricolfi alla conferenza annuale di NEXA, a fine novembre a Torino; e NEXA ha pubblicato un position paper su questo) la copia privata a fini non commerciali riprodotta e fatta circolare a loro volta dagli utenti con il P2P.
Per capire come funziona la ripartizione dell'equo compenso e quali sono i numeri e le cifre dei diritti di mera remunerazione amministrati dalla SIAE e da alcune società consorelle nella UE, possono essere utili alla discussione l'analisi e le conclusioni di un recente studio commissionato dal Parlamento europeo (Collecting societies and cultural diversity in the music sector: v. qui) di cui sono uno dei coautori. Iniziative come quella del Governo italiano, da un lato, contraddicono apertamente la posizione della Commissione UE (che, almeno nel settore della musica, desidera che si creino e si rafforzino, come sta succedendo, forme di licensing paneuropeo da parte della società di gestione collettiva, e non forme di "raccolta" cieca e ingiustificata di compensi su hardware); dall'altro, il Governo italiano non presta alcuna attenzione all'esigenza (sottolineata sia dalla Commissione sia dal Parlamento UE, da prospettive diverse) che le società suddette si comportino in modo sempre più trasparente ed efficiente soprattutto nella fase dei ripartizione dei compensi.
Spero di non essermi dilungato troppo.
Buona serata e a presto,
Giuseppe
Ciao Guido,l'equo compenso esiste anche in Finlandia, Belgio, Olanda e Svezia (forse anche in altri paesi). In alcuni di questi paesi l'equo compenso e' molto piu' limitato che in altri per tipologia di supporto cui e' applicabile e entita' del compenso.Mi pare che anche il profilo del "quanto" e per "quali supporti" dovrebbe essere tenuto in considerazione per una comparazione corretta.Comunque, mi sembra che l'argomento dell' "adeguamento" agli altri paesi europei possa essere pericoloso.Infatti, e' stato proprio utilizzando questa dinamica dell' inseguimento che il termine di durata del diritto d'autore si e' potuto estendere fino a quello che oggi conosciamo.PSHo letto sul tuo blog la tua considerazione rispetto alla configurabilita' dell'equo compenso quale aiuto di stato. Pare che anche la GESAC (l'associazione della SIAE europee) paventi pur senza dirlo apertamente, alcune perplessita' rispetto agli effetti di distorsione della concorrenza e del mercato dovuti alla attuale situazione."intended to improve the free movement of goods subject to levies within the Internal Market"Ciao!C.On Jan 17, 2010, at 12:34 PM, Guido Scorza wrote:Valentin,
a me risulta che l'equo compenso esista solo in 4 Paesi su 27.
Direi oltre all'italia, Francia, Spagna e Germania.
Potrei sbagliare ma non di molto ed è per questo che mi vien da ridere
quando leggo la posizione di SIAE che dice che ora il Paese si è
riallineato al contesto europeo...
Buona domenica
G.
Dott. Valentin Vitkov ha scritto:L'aspetto interessante della provocazione di Stefano sul suo blog(http://blog.quintarelli.it/blog/2010/01/approvato-lequo-compenso-esteso-a-hard-disk-e-chiavette-usb-adesso-pero-bisogna-smetterla-con-la-pirateria.html)
è che se i programmatori si mettessero a pretendere l'equo compenso chedovrebbe spettare pure loro, sarebbero una massa tanto critica da
mettere in seria difficoltà gli altri titolari di diritti d'autore econnessi e l'intero sistema di gestione collettiva dei diritti d'autore
e connessi.Per il resto, che non ci si stupisca quando le persone inizieranno acomprare hardware dai paesi che l'equo compenso non lo contemplano (aproposito, quali, a vostra conoscenza?) e che magari hanno unalegislazione più favorevole in materia di tassazione di vendite online.
A presto,VIl giorno 15/gen/10, alle ore 21:46, Stefano Quintarelli ha scritto:se potesse interessare, in argomento...
http://is.gd/6kRNR
ciao, s.Emanuele Lerro wrote:Vi segnalo questo articolo che penso alcuni possano trovare interessante
Equo compenso, si accende il dibattitoDopo la firma del ministro Bondi, il fuoco delle polemiche ha iniziato a
divampare. SIAE e FIMI applaudono e parlano di un decreto che colma unvuoto normativo. Ma Altroconsumo e Confindustria vedono nuvole nereall'orizzonteRoma - Per qualcuno è stato colmato un vuoto normativo che sacrificavail ruolo dei titolari dei diritti sulle opere dell'ingegno da più di seianni. Per altri si tratta di un decreto che stravolge di fatto il regime
vigente relativo alla copia privata di contenuti digitali, introducendoun balzello il cui importo cresce proporzionalmente alla capacità dimemoria degli apparecchi elettronici.È recente la firma<http://punto-informatico.it/2787994/PI/Commenti/equo-compenso.aspx>
apposta dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi algià noto decreto con il quale si stabiliscono a norma di legge icontenuti e le misure del cosiddetto equo compenso per la copia privata.E l'eco accesa del dibattito è giunta puntuale, tra le più classiche
posizioni a favore e contro.Continua qui:http://punto-informatico.it/2788198/PI/News/equo-compenso-si-accende-dibattito.aspx
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