Andrea,


Ti ringrazio per la mail ricca di dettagli. Cerchero’ di essere più conciso per compassione nei confronti degli altri (eventuali) lettori ma soprattutto perché so che con l’appropinquarsi della serata rischio di vedermela brutta con il temibile Capitan Europa.


Quando mi riferivo ad atti “mancanti/incorretti”, volevo sottoineare l’inesistenza della traduzione degli emendamenti di compromesso e la non correttezza delle traduzioni della proposta. Sicuramente tu disponi di informazioni più precise delle mie per quanto concerne quali traduzioni fossero incorrette e quali no. Guardando la trasmissione in streaming della (tumultuosa) sessione ITRE del 26 febbraio, avevo avuto l’impressione che il problema delle traduzioni fosse sollevato da un nutrito gruppo di MEPs, ma probabilmente si trattava di una congiura capeggiata da sobillatori svedesi mugugnanti.


Reitero che l’incorrettezza delle traduzioni originali e l’impossibilità di consultare le proposte emendate non mi sembrano facilitare il dibattito pubblico. E’ un opinione personale, non un giudizio ingeneroso.


Per quanto riguarda le ICE, credo che tu abbia dimenticato di sottolineare che una volta raggiunto un milione di firme in 7 Membri (traguardo non particolarmente semplice) la commissione non é tenuta a proporre alcun atto legislativo. In particolare:

-          La Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni che intende proporre

-          La Commissione non ha l'obbligo di proporre un atto legislativo a seguito di un'iniziativa.

Quando ho organizzato il Multi-Stakeholder Dialogue on Network Neutrality and Human Rights per il Consiglio d’Europa ho chiesto a diversi attivisti perché non avessero proposto un’ICE su net neutraliy. La risposta é stata che era uno sforzo inutile proprio perché qualora si riesca a raccogliere le firme necessarie non c’é nessuna certezza che la proposta superi il filtro della commissione.  

Per quanto riguarda la confusione tra aprile e novembre 2009, chiedo venia per la mancanza di precisione ma non credo sia un dato particolarmente rilevante.


Cio’ che mi lascia esterefatto é che si pretenda che un progetto che ha richiesto almeno due anni per essere elaborato da esperti possa essere discusso da dei non-esperti (MEP) in 7 mesi senza che ci sia un dibattito pubblico (capace di implicare la societa civile magari anche a livello nazionale) su questioni che incidono sui diritti fondamentali dei cittadini europei.


Il BEREC, che tu ben citi, ha descritto le varie pratiche discriminatorie di gestione del traffico internet nel suo rapporto del maggio 2012. Da quel momento non c’é stato più bisogno di dibattito pubblico per sapere che esistono tali pratiche. Si sapeva che ci sono e sono estremamante diffuse e bisognava proporre delle soluzioni urgentemente.

Il dibattito pubblico é essenziale per discutere le soluzioni proposte dalla commissione per arginare/evitare tali pratiche disciminatorie ed a mio avviso, un tale dibattito non c’é stato e, soprattutto, non é stato per nulla incoraggiato dalla tempistica adottata nel presentare la proposta né dall’impossibilità di accedere ai testi degli emendamenti.


Ad ogni modo, la mia intenzione era stimolare il dibattito al di fuori dei diretti interessati ma alla fine ci siamo ritrovati a parlarne io e te...   E' sempre un piacere parlare con te ma spero che anche qualcun'altro si interessi alla questione: il Parlamento europeo vota martedi. 


I miei omaggi ai fabbricanti e al capitano e buon week end a tutti gli altri.

Luca  



Luca Belli
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition on Network Neutrality





Date: Fri, 28 Mar 2014 17:31:33 +0100
From: andrea@digitalpolicy.it
To: lb@lucabelli.net
CC: nexa@server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!

Cari tutti,

Da vero burocrate devo inviare un "corrigendum" alla mia mail...

On Mar 28, 2014 3:10 PM, "Andrea Glorioso" <andrea@digitalpolicy.it> wrote:

> Bisogna capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni parlamenti nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano rappresentare i cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa informazione da parte della Commissione Europea, che mi pare sia la tua posizione (e, se così fosse e come penso sia chiaro, personalmente ne dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei Parlamentari italiani; (3) mancanza di interesse per quello che succede "a Bruxelles", salvo poi lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa ci stia portando alla rovina e via discorrendo.

Intendevo scrivere "mancanza di tempo da parte dei Parlamentari *nazionali*", dato che il Parlamento italiano non è l'unico a non essersi espresso sulla proposta della Commissione (d'altronde è una possibilità, non un obbligo).

A presto,

Andrea


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