On 29/01/24 16:23, Damiano Verzulli wrote:
Carissimi/e,
supponendo di trovarsi di fronte ad un Rettore il cui Ateneo sta valutando di abbandonare l'infrastruttura di posta on-prem per delocalizzarla sul cloud di Microsoft, quali aspetti ***POLITICI*** mettereste sul tavolo?
Mi piacerebbe raccogliere una serie di spunti "alti", da poter contrapporre a tutti quegli altri aspetti ("bassi"?) che --certamente-- sono arrivati alle orecchie dello stesso Rettore per altre vie... (gratuita', qualita' e affidabilita', minor carico di lavoro interno, etc.).
Quelli che erano chiarissimi alla ora ex-rettrice dell'università di Amsterdam, che è, per inciso, un'ingegnera elettronica. https://btfp.sp.unipi.it/it/2021/05/i-custodi-del-sapere/ Le motivazioni "alte" - una istituzione di ricerca deve essere in grado di tenersi e gestire i propri dati, almeno se non si rassegna a cercare solo quello che GAFAM desideri che trovi - si connettono a quelle basse: https://commentbfp.sp.unipi.it/sulle-spalle-dei-mercanti-teledidattica-e-civ... Se i signori dei dati stanno altrove perché mai andare a studiare all'università invece che direttamente da loro? In connessione, sull'indipendenza amministrativa, Claudio Aspesi, analista finanziario alla City di Londra: https://commentbfp.sp.unipi.it/sulle-spalle-dei-mercanti-teledidattica-e-civ... O ancora, in termini weberiani: un ricercatore senza una biblioteca sua non è più un ricercatore. È un proletario alienato che lavora sulle macchine altrui per gli scopi degli altri. Però, sempre weberianamente: i rettori non si sentono (più?) ricercatori. Si sentono amministratori delegati - per di più entro un sistema in cui molto difficilmente le conseguenze delle loro scelte ricadono su di loro. A presto, MCP