> Quando mi chiedono di scrivere qualcosa sulla rete ho sempre timore di
> essere banale e ripetitivo. I motivi sono due: il primo è che i temi e le
> problematiche da affrontare, seppure declinate in ragione degli avanzamenti
> tecnologici, sono sempre gli stessi da 20 anni a questa parte (privacy, IPR,
> censura e libertà d'espressione, infrastrutture e sicurezza, con le relative
> proposte legislative e l'impatto sulla società) e il secondo è che mi sembra
> che sia stato già detto tutto e spesso meglio da parte di grandi pensatori.
> Ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Carlo Formenti pubblicato
> neanche un mese fa Egea "Felici e sfruttati: capitalismo digitale ed eclissi
> del lavoro" e l'impressione di cui vi parlo è ancora più forte. In questo
> libro c'è tutto. La lucidità, la profondità e l'ampiezza dell'analisi di
> Formenti fanno strame di tutti questi nuovi e presunti esperti e teorici del
> capitalismo delle reti e della nuova economia. Per dirla in maniera più
> prosaica, Morozov, Lanier e Keen gli fanno un baffo, mentre Carlo riesce a
> spiegare Castells meglio di Castells e Benkler meglio di Benkler. Se venisse
> tradotto in inglese gli italiani sarebbero famosi nel mondo come i teorici
> della rete più attenti e capaci. Altro che il buon Lessig.
> Insomma, vi consiglio di leggervelo.
> saluti
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> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
> – John Gilmore
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