Il punto di arrivo del dare addosso ai "baroni che truccano i concorsi" (che certamente ci sono, come in ogni altro settore ci sono "i cattivi", ma che sono una larga minoranza, come in ogni altro settore) è il massiccio definanziamento dell'università e della ricerca pubbliche, tra l'indifferenza generale, perché tanto "sono tutti corrotti".
E' il triste "segno dei tempi". Individuazione mediatica di una minoranza -> trasformazione in devianza -> indicazione polemica delle sue condizioni come un privilegio -> misure discriminatorie per porre fine ai presunti abusi. Quando la minoranza è "onesta" la difficoltà sta nella trasformazione in devianza, e qui entrano in gioco persuasione (occulta o meno), propaganda, manipolazione, ecc. Quando la minoranza è già "disonesta", l'obiettivo è "ingigantirla", quindi "l'università in mano ai baroni", "la pubblica amministrazione in mano a funzionari e dirigenti corrotti e fannulloni" in modo da delegittimare l'intero "corpus".
Cui prodest?
Hint: https://www.resistenze.org/sito/ma/di/cg/mdcgdn18-013769.htm
"... non gli passa neanche per la mente che le notizie e gli ingredienti coi quali sono cucinate possono essere esposti con un'arte che diriga il suo pensiero e influisca sul suo spirito in un determinato senso. Eppure egli sa che il tal giornale è codino, che il tal altro è palancaio, che il terzo, il quarto, il quinto ..." Almeno all'epoca c'era un terzo, un quarto, un quinto :( Antonio