E' di quasi un anno fa, ma mi era sfuggito (e non mi sembra
di averlo visto passare in lista). Segnalo perché mi sembra
interessante,
non perché l'abbia già letto con attenzione.
Incidentalmente Francesca Bria, Chief technology and digital
innovation officer
della città di Barcellona e una delle autrici del quaderno,
parlerà oggi (alle 17) e domani (alle 15) a Torino nel contesto di
Biennale
Democrazia 2017, v. http://biennaledemocrazia.it/.
juan carlos
Quaderni per il Reddito
n°7
Marzo 2016.
Reddito garantito e
innovazione tecnologica, tra algoritmi e robotica
180 pagine, 15 autori.
Indice del QR7:
- Gianmarco Mecozzi, Mutanti senza reddito garantito
- Giuseppe Allegri, Re UBI per una nuova società. Reddito
di base, innovazione, tempi di vita
- Franco Berardi Bifo, Come attualizzare il possibile,
ovvero: per l’autonomia progettuale della Silicon Valley
Globale
- Luigi Corvo, BIM – Basic Income Matters. Reddito di base
e innovazione sociale
- Giuseppe Bronzini, Reddito di base, lavoro, automazione:
appunti per un nuovo garantismo sociale
- Francesca Bria, Reddito di cittadinanza nell’economia dei
robot per dire no alla precarietà
- Benedetto Vecchi, Il reddito di base oltre l’algoritmo
digitale
- Sandro Gobetti, Google al governo e reddito per tutti?
- Silvano Cacciari, Potere deflattivo, tecnologia,
(de-)globalizzazione e reddito di cittadinanza
- Franco Carlucci, Soft Machine 2.0. L’operaio sociale e
l’uso capitalistico delle macchine
- Roberto Ciccarelli, Nel capitalismo digitale il reddito
di base non si trova sugli alberi
- Fabrizio Fassio e Giuseppe Nicolosi, L’aumento del tempo
di lavoro nell’epoca della sua riducibilità tecnica
- Mariano Di Palma, Robot n. 18, senza articolo. L’urgenza
di un reddito minimo dentro la quarta rivoluzione industriale
- Andrea Fumagalli, Umani, macchine e reddito di base
Dalla quarta di copertina:
Il problema è la soluzione, proprio così. La sostituzione di
lavoro con macchine intelligenti è un problema fin quando
riteniamo che il lavoro salariato sia la condizione necessaria e
indispensabile per poter avere accesso alla ricchezza sociale,
per poter sopravvivere. Ma diventerebbe una soluzione non appena
ci liberassimo di questa visione limitata che nacque da una
situazione di scarsità, ma che è un ostacolo al pieno
dispiegamento del possibile, quando l’intelligenza tecnica e
scientifica mette a disposizione della società una ricchezza
potenzialmente illimitata.